A Pomigliano, nella nuova azienda del gruppo Fiat (Fabbrica Italia Pomigliano) si sta producendo la nuova Panda.
Un anno e mezzo fa fu chiesto ai circa 4000 operai della Fiat di scegliere tra i diritti e il lavoro: il famoso referendum/ricatto, sostenuto vergognosamente anche dall'allora neosindaco di Pomigliano Raffaele Russo, ottenne il 63% dei SI. Poi seguirono mesi di cassa integrazione e corsi di formazione. Ma ora?Â
In questo momento nello stabilimento di Pomigliano si producono 900 vetture al giorno con il massimo della produzione fissato a 1050 al giorno, parola di Marchionne. Attualmente lavorano alla panda 1800 operai e a casa, in cassa integrazione, ce ne sono ancora 2400 con rispettive famiglie. Se la matematica non è un opinione mancano 150 vetture alla massima produttività giornaliera e se attualmente per 900 vetture servono 1800 operai, non è pensabile che per le rimanenti 150 riassumano gli altri 2400. La prospettiva per il territorio è delle più drammatiche. Se dovesse confermarsi questa previsione, ci ritroveremo con oltre 2000 persone, con in media tra i 40 e i 50 anni, in mezzo ad una strada e con la cassa integrazione straordinaria in scadenza.
Quando il piano di Marchionne, sostenuto vigliaccamente dalla politica locale, sarà concluso, queste persone finiranno in pasto al clientelismo politico, alle organizzazioni criminali e al lavoro nero. Pomigliano è una città cresciuta all'ombra delle fabbriche ma torna spesso il dubbio sulla sostenibilità di questa crescita. Un intero tessuto sociale negli anni 70 si convertì da agricolo a metalmeccanico, ma l'auto oggi "non tira più". E' un settore defunto che ha bisogno di nuovi orizzonti: la volkswagen ad esempio, nonostante goda di ottima salute, sta riconvertendo il piano industriale lanciandosi verso la produzione di impianti di cogenerazione.
Pomigliano che prospettiva ha? Bisogna creare un piano economico per il territorio con prospettiva da qui a dieci anni. Con questa classe politica? no di certo! Siamo così convinti che cementificare gran parte dei terreni potenzialmente coltivabili (come prevede il piano regolatore) sia la soluzione giusta?

Dopo che i carabinieri hanno messo i sigilli a Parco di Città per infiltrazioni camorristiche della ditta esecutrice dei lavori, legata ad un clan di Somma Vesuviana. Ora tocca alle strisce blu. Un caso da guinnes, perché questa volta la ditta (denominata Urbania) è stata raggiunta da un'interdittiva antimafia della prefettura prima ancora che il comune di Pomigliano proclamasse il vincitore della gara. La ditta che si è aggiudicata l'appalto delle strisce è ben nota, in quanto gestisce il servizio in decine di comuni del casertano, napoletano e anche del lazio. Guarda caso tutti comuni governati dal PDL. Il Comune di Somma Vesuviana è uno di questi, e proprio qualche giorno fa, appresa la notizia dalla prefettura ha sospeso il servizio di soste a pagamento.Â
Le strisce blu non stanno in piedi economicamente. Lo sappiamo bene. Le uniche aziende che possono affrontare questo "non guadagno" sono quelle che conosciamo dalle nostre parti. I Pomiglianesi oltre al danno si prendono la beffa: non solo le inutili strisce blu (leggi qui), ma potrebbero anche essere gestite da una ditta che è stata in odore di camorra.Â
Il prossimo 7 marzo il Tar si pronuncerà sulla richiesta di sospensione dell’interdittiva avanzata dei legali dell’Urbania. Nel frattempo, però bisognerà capire come si muoverà il comune di Pomigliano, vista la particolarità della sua situazione. Intanto che facciamo?
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leggi il testo dell'interdittiva antimafia QUI
Sono cinque mesi che a Pomigliano non abbiamo un assessore all'ambiente, è stato arrestato ad ottobre per tangenti e ha patteggiato due anni. L'assessorato che dovrebbe occuparsi dell'emergenza rifiuti tossico/nocivi sul nostro territorio è vacante. Daniela Scodellaro, giornalista ambientale, si batte da anni per portare nel dibattito pubblico il problema dello sversamento illecito di rifiuti tossici nei comuni dell'agro nolano. Il blog riceve da mesi email di cittadini che lamentano l'aria irrespirabile, con lei ci occuperemo del problema. Proporremo all'amministrazione ed al comando dei vigili urbani soluzioni realizzabili da subito.
Stay tuned
Il Movimento 5 Stelle ha denunciato sin dall'inizio lo scempio Parco di Città , un progetto promosso dalla giunta Bassolino e dai Sindaci PD di Pomigliano Michele Caiazzo e Antonio della Ratta: la poca trasparenza sugli atti, il pericolo di cementificazione, la gestione privata di un suolo pubblico, la mancanza di partecipazione dei cittadini a questa scelta. Oggi si scopre che l'azienda subappaltata dalla società vincitrice è affiliata ad un clan.
Un saluto va a tutti i partiti politici e associazioni satellite che in questi anni di denunce del Movimento 5 Stelle ci hanno etichettati come "nemici del progresso" e "fricchettoni", senza mai soffermarsi sui rischi che avevamo evidenziato.
Da ricordare la dichiarazione di Michele Caiazzo, fermo sostenitore del progetto Parco di Città : «Il progetto sarà vincolato al protocollo di legalità », questa la dimostrazione (e noi lo diciamo da tempo) che strumenti come "la stazione unica appaltante" non sono più sufficienti a filtrare le ingerenze delle organizzazioni criminali. Servono nuovi strumenti di trasparenza, aldilà della legge, che dovrebbero adottare i Comuni. Noi come MoVimento ne abbiamo proposti alcuni (leggi qui), sulla realizzazione di questi punti ha una grande responsabilità l'attuale amministrazione comunale (PDL). Stay Tuned























