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Domenica, 19 Maggio 2013

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

I ragazzi africani, richiedenti lo status di rifugiati politici e residenti da più di un anno all’Hotel Valleverde, si apprestano ad affrontare un altro inverno. Ancora una volta si fa appello alla generosità dei cittadini pomiglianesi: servono scarpe, cappotti e giacche invernali. Per poterli consegnare è possibile contattare i volontari attraverso il numero 3339363883.

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CENTRO DI RACCOLTA. Servono indumenti invernali, cinture e scarpe. Abbiamo istituito un centro di raccolta ufficiale in modo da evitare ingiustizie. Mettiamo insieme quello che serve e poi lo consegniamo ai ragazzi. Portate tutto alla Chiesa del Carmine (piazza municipio) ogni giorno dopo le 17:00.

CHI SONO? Sono 50 ragazzi provenienti dall'Africa subsarahiana (il più piccolo ha 18 anni), per sfuggire alla guerra nei loro paesi sono emigrati in Libia dove hanno lavorato per qualche anno. Poi la Nato ha deciso di scatenare il Far-west anche lì e per evitare l'arruolamento coatto di Gheddafi sono scappati per mare. Il loro barcone è arrivato a Lampedusa in agosto, non sapevano neanche dove fossero approdati. Da lì sono stati portati in Puglia ed infine con un pullman, in 50 sono arrivati all'hotel Valleverde di Pomigliano (quasi tutti scalzi). Era il 18 agosto (le date sono importanti in questa storia). 
Il primo contatto con i Pomiglianesi (oltre al personale dell'albergo) lo hanno avuto il 24 agosto, quando alcuni ragazzi, dopo aver appreso la notizia per puro caso, sono andati a portargli il loro aiuto e la loro vicinanza. Oltre al letto ed al cibo, questi 50 ragazzi rifugiati, sono come marziani atterrati sulla terra. Molti sono alla continua ricerca di uno strumento per comunicare con casa, da dove arrivano notizie inquietanti (bombe sulle case, ecc.). In questo momento qualche cittadino li sta aiutando: c'è chi gli ha fatto scrivere che lavoro facessero in Libia o in patria per trovargli un opportunità (ci sono anche ingegneri elettronici o calciatori professionisti), gli è stato detto di guardarsi dai soldi facili in cambio di lavori malavitosi, c'è chi sta organizzando lezioni di italiano o catalogando gli indumenti di cui hanno bisogno, la Parrocchia ha organizzato una cena insieme alla cittadinanza, altri portano cibo e indumenti alla recepetion, si stanno cercando dei laptop per metterli in comunicazione tramite skype o facebook, ecc.

IL COMUNE si è fatto vivo solo una settimana fa. Di ritorno dalle vacanze forse, l'Assessore Colombrino ai Servizi Sociali si è presentata all'albergo con due mediatori culturali arabi (!!!), comprendendo subito di aver fatto un buco nell'acqua: questi ragazzi vengono dalla Libia, ma sono tutti originari dell'Africa subsahariana, erano emigrati in Libia, quindi parlano inglese e francese e con la cultura araba non c'entrano nulla! Sotto lo sguardo attonito dei cittadini volontari che ormai sono di casa al valleverde, l'assessore e gli inutili mediatori arabi, hanno cominciato a sfoggiare il loro "inconscio frasario leghista": "...le 50 unità...." oppure "...i clandestini..." erano le espressioni "studiate attentamente" per l'occasione. Fatta la passerella, sono spariti nel nulla da dove erano venuti. Neanche un manifesto per informare la cittadinanza della loro presenza. Nulla. Magari per la paura, di un sindaco 70enne, che la città possa ribellarsi. Invece non è così. Chi ha saputo della notizia è ormai sempre con loro ad aiutarli, come al solito dimostriamo di essere migliori dei nostri amministratori (e non ci vuole molto).

COSA CHIEDONO? Tanta compagnia e amicizia, glielo leggi negli occhi. Chi può li vada a trovare periodicamente, gli parli, stia insieme a loro, gli insegni un pò di italiano. Sono persone (non unità) che hanno perso le famiglie o le hanno lasciate lì per scappare dai rastrellamenti di Gheddafi. E nonostante questo sorridono, vogliono vivere. Facciamogli sentire la nostra vicinanza altrimenti, in preda alla disperazione, saranno attratti dalle pratiche illegali del nostro territorio.

COSA SERVE? Si sta organizzando un punto di raccolta dei beni, per ora esiste solo quello virtuale (ovvero il gruppo facebook, iscrivetevi). Cercheremo prima di accumulare tutto quello che serve per poi portarglielo (così da evitare ingiustizie). Aggiorneremo questo post periodicamente con indirizzi, elenchi di indumenti (servono gli invernali) e beni necessari ai ragazzi. Riconoscono come loro "coordinatore" un ragazzo di nome Godwin, quindi se volete portare qualcosa al Valleverde chiedete di lui o lasciate alla reception.

- scarpe (aggiornato al 29 settembre: servono paia dal 45 al 40)

- vestiario (invernale)

- indumenti intimi

- cinture

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