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Domenica, 23 Novembre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

Mercoledì 25 Luglio 2012 17:48

POMIGLIANO, SE NON LI ARRESTANO NON SI SCOLLANO

C'è un'indagine in corso a Pomigliano, ce n'è una ogni 6 mesi. Ad ottobre arrestarono un consigliere comunale e un assessore per tangenti, oggi sono già a piede libero per "patteggiamento e pena sospesa". Nessuno osò dimettersi allora; inoltre il Comune non si è mai costituito parte civile. Il Sindaco disse di provare profondo dolore ma andò avanti. Pomigliano finì su tutti i media nazionali perchè "il gatto e la volpe" si fecero beccare in flagranza di reato con tanto di video dei carabinieri. Quell'assessore era stato nominato dal sindaco e quel consigliere era il "leader" di una delle liste civiche che lo avevano sostenuto alle elezioni comunali portandogli un contributo in voti determinante per la vittoria (gli anni precedenti se l'erano passato tutti i partiti). La solita ammucchiata ad un anno dalle elezioni, ma nessuno di è mai assunto la responsabilità politica di queste scelte. Una sola volta a Pomigliano si è parlato di dimissioni (per qualche ora) quando l'Assessore alle opere pubbliche Caprioli fu denunciato (a mezzo stampa) per abuso edilizio: c'è da dire che subito presentò le dimissioni in consiglio comunale, ma pochi giorni e lo convinsero a restare.Evidentemente c'era il pericolo che la politica cittadina si abituasse a qualche buona prassi.

Veniamo ad oggi: (c'è un'indagine in corso) il Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Caiazzo (ex-assessore delle giunte del PD poi passato al PDL) è stato denunciato dai Carabinieri per falso e abuso d'ufficio. Sembrerebbe che in sede di approvazione del bilancio, pur non avendo la maggioranza sufficiente, abbia verbalizzato un voto in più rispetto a quelli presenti in aula dichiarando valida la votazione (questo la dice lunga anche sulla tenuta di questa giunta costretta a "barare" per avere la metà più uno). Ovviamente tutti inchiodati alle proprie poltrone, e chisse-ne-frega se il Presidente della massima assise cittadina è indagato, hanno mai sentito parlare di "sanzione reputazionale"?. Qui a Pomigliano se non li vengono a prelevare, non si scollano...

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E' da quando esiste che il Movimento 5 Stelle si occupa del problema delle periferie. Gli abitanti di queste zone ormai neanche si sentono più cittadini di questa città. Anni di abbandono e incuria hanno creato discariche a cielo aperto, gravi rischi per la salute e in ultimo una pattumiera di rifiuti tossici. Una vera e propria bomba ecologica che esplode ogni giorno sulle nostre tavole: quelle zone sono piene di terreni coltivati ai cui bordi vengono sversati sistematicamente rifiuti solidi urbani e, rifiuti industriali tossico-nocivi. 
A Pomigliano chiediamo da anni un sistema di videosorveglianza e un dispositivo di controllo delle forze dell'ordine per ripristinare il diritto alla salute di quella gente. Masseria Chiavettieri è il simbolo di questo degrado, è una delle zone più martoriate e meno controllate. Sabato 12 Maggio abbiamo organizzato un Flash Mob alle ore 15:00 per ricordare alla nostra amministrazione comunale che:

- non c'è un assessore all'ambiente in questa città da 8 mesi. E' stato arrestato ad ottobre per tangenti, ma lo vogliamo rimpiazzare?
- deve essere subito installato un servizio di videosorveglianza come chiediamo da anni
- bisogna subito contattare i comuni limitrofi e organizzare una task force per il controllo di queste aree con l'installazione di dissuasori e la presenza della polizia locale

Ci vediamo sabato 12 maggio in via Masseria Chiavettieri, incrocio quarta traversa alle 15:00. Guarda la mappa | evento facebook

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chi vuole può anche recarsi al luogo di raduno (parco pubblico parcheggio su via ghandi alle 14:30) per recarsi insieme a noi al Flash Mob

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Martedì 03 Aprile 2012 12:53

PASSEGGIATA ANTIRACKET A POMIGLIANO (il video)

| FOTO |

Ieri pomeriggio a Pomigliano si è svolta la consueta passeggiata Antiracket tra i negozi. L'Associazione Antiracket di Pomigliano ha contribuito in maniera determinante alla battaglia per la legalità. Nell'ottobre del 2011 permise l'arresto di un Consigliere Comunale e dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Pomigliano, condannati poi per tangenti ed estorsione. L'Associazione convinse l'imprenditore che subiva la loro estorsione a denunciarli.  Questa passeggiata ha la funzione di ricongiungere i negozianti, ma in generale la cittadinanza, alle forze dell'ordine. Viviamo in un momento drammatico per il commercio a Pomigliano, molti titolari di esercizi commerciali stanno ricorrendo all'usura per far quadrare i bilanci, altri "sopravvivono", molti chiudono. L'ultima cosa di cui hanno bisogno è pagare il "pizzo di pasqua": quello camuffato da "donazione per le famiglie dei detenuti". 
Spesso c'è diffidenza nelle forze dell'ordine, distanza. Ma l'unica strada per uscire dal ricatto delle organizzazioni criminali è denunciare. Mettersi in contatto con un'associazione come quella Antiracket è un modo per confidare il disagio che si sta vivendo senza ancora interessare le forze dell'ordine. CONTATTI

 

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*RASSEGNA STAMPA: 1 - 2 - 3

*IL COMUNICATO DEL CONSORZIO URBANIA (leggi)

*Il Tar CAMPANIA ha rinviato la sentenza per Urbania (strisce blu) a Giugno. Leggi la sentenza QUI

Parco di Città è un progetto da oltre 70 milioni di euro (promosso da Antonio Bassolino e dai sindaci di centrosinistra Michele Caiazzo e Antonio della Ratta) che i privati stavano realizzando a Pomigliano nella zona della ex-stazione circumvesuviana/discesa Alfa Sud: tonnellate di cemento, parcheggi sotterranei.
Il MoVimento 5 Stelle sta denunciando da anni questo scempio, la poca trasparenza nelle procedure e soprattutto l'esclusione dei cittadini da decisioni così importanti. Ma ci hanno sempre e solo etichettati come "nemici del progresso", senza mai soffermarsi sui rischi evidenziati.

Venerdì 24 febbraio i Carabinieri hanno posto i sigilli sull’area per infiltrazioni mafiose: “l’appalto era gestito da un imprenditore già condannato per associazione di stampo mafioso ed estorsione, colluso col capoclan Capasso condannato per l’omicidio di un bambino di due anni”. Sulla vicenda è calato il silenzio assoluto dei partiti, non un comunicato nè un manifesto. La settimana scorsa anche la società che si è aggiudicata l’appalto per le (inutili) strisce blu a Pomigliano, l’Urbania, è stata interdetta dalla Prefettura per infiltrazioni mafiose. L’Urbania è ben nota, gestisce il servizio in decine di comuni del casertano, del napoletano e del Lazio: guarda caso tutti comuni governati dal centrodestra (Latina, Cassino, Formia, Aversa, Nocera, Torre del Greco, Somma Vesuviana). Il 7 marzo il Tar si pronuncerà sulla vicenda.
Da ottobre, dopo l’arresto di un assessore e di un consigliere comunale per tangenti, stiamo chiedendo all’amministrazione di adottare nuove regole per prevenire le illegalità negli appalti pubblici, favorendo trasparenza e partecipazione (leggile QUI), ma non c’è mai stata data risposta...

A questo punto vorremmo conoscere le iniziative che intende mettere in campo l’amministrazione prima che Pomigliano diventi la succursale della CAMORRA S.p.A.

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Il Movimento 5 Stelle ha denunciato sin dall'inizio lo scempio Parco di Città, un progetto promosso dalla giunta Bassolino e dai Sindaci PD di Pomigliano Michele Caiazzo e Antonio della Ratta: la poca trasparenza sugli atti, il pericolo di cementificazione, la gestione privata di un suolo pubblico, la mancanza di partecipazione dei cittadini a questa scelta. Oggi si scopre che l'azienda subappaltata dalla società vincitrice è affiliata ad un clan.

Un saluto va a tutti i partiti politici e associazioni satellite che in questi anni di denunce del Movimento 5 Stelle ci hanno etichettati come "nemici del progresso" e "fricchettoni", senza mai soffermarsi sui rischi che avevamo evidenziato.
Da ricordare la dichiarazione di Michele Caiazzo, fermo sostenitore del progetto Parco di Città: «Il progetto sarà vincolato al protocollo di legalità», questa la dimostrazione (e noi lo diciamo da tempo) che strumenti come "la stazione unica appaltante" non sono più sufficienti a filtrare le ingerenze delle organizzazioni criminali. Servono nuovi strumenti di trasparenza, aldilà della legge, che dovrebbero adottare i Comuni. Noi come MoVimento ne abbiamo proposti alcuni (leggi qui), sulla realizzazione di questi punti ha una grande responsabilità l'attuale amministrazione comunale (PDL). Stay Tuned

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Ad ottobre a Pomigliano sono stati arrestati l'Assessore all'ambiente e un consigliere comunale di maggioranza, presi in fragranza di reato dai carabinieri mentre intascavano una mazzetta di 5000 euro. Seguirono due settimane di passione: manifesti di tutte le forze politiche, comunicati stampa, televisioni. Il Partito Democratico passò alla storia per aver temporeggiato una settimana sul da farsi, dopodiché fece scrivere ad un solo consigliere comunale un manifesto per chiedere le dimissioni della giunta, l'unica cosa che ottenne fu una multa per affissione abusiva dei suoi manifesti! Con un'opposizione del genere l'Amministrazione ha avuto vita facile, liquidò la vicenda con poche parole "chi ha sbagliato paghi, tutti gli altri a lavoro", e i riflettori si spensero.

Oggi a distanza di 3 mesi i due politici-criminali hanno patteggiato la pena: devono scontare due anni ai domiciliari e due anni di interdizione dai pubblici uffici (pena ridicola grazie alle leggi vigenti). Ai tempi dell'arresto tutto faceva pensare che avrebbero fatto i nomi dei complici, anche i carabinieri non ci avevano visto chiaro: come avevano potuto fare tutto da soli se l'estorsione della tangente avveniva sotto la minaccia di ritardare i pagamenti della tesoreria comunale?
Si pensava almeno che il Comune avrebbe preso provvedimenti per scongiurare casi del genere in futuro. Ma così non è stato.

Il Movimento 5 stelle all'indomani dell'arresto denunciò alcune vicende eclatanti nelle quali potevano annidarsi potenzialmente altri tentativi di corruzione. Facemmo i nomi delle ditte che partecipavano agli appalti "in somma urgenza": quelle che senza gara ordinaria mettevano insieme una fortuna. Dopodichè diffondemmo per la città la Carta di Pomigliano, una serie di proposte attuabili da subito per un comune trasparente.
L'amministrazione non l'ha mai considerata, Sindaco e giunta si chiusero a riccio senza ascoltare niente e nessuno. Alcuni di noi a titolo personale in questi mesi hanno presentato richieste di accesso agli atti per acquisire informazioni sugli "appalti misteriosi", ma nessun ufficio ha mai risposto. Una chiusura totale della macchina comunale che tra le altre cose ha creato gli estremi per un ricorso al Tar.

Qualcuno potrebbe pensare che almeno sia stato nominato il nuovo assessore all'ambiente per rimpiazzare quello arrestato. Macchè! Sono ormai 3 mesi che a Pomigliano la delega all'ambiente è scoperta. Ma questo non è l'unico assessorato "latitante"...
Se la strategia era quella di far abbassare i riflettori sulla vicenda, forse ci sono riusciti. Ma le regole contenute nella nostra proposta e votate in rete, sono ancora attuali ed attuabili, possono rappresentare la vera svolta per un comune trasparente, se solo questi signori lo volessero.

E' il caso di fargliela leggere di nuovo?

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Il Comune di Pomigliano d'Arco, dopo gli ultimi arresti di un Assessore e di un Consigliere comunale, dovrebbe dotarsi di strumenti, oltre quelli previsti dalla legge, necessari a stanare politici e funzionari corrotti. Il MoVimento 5 Stelle si batte da anni per l'introduzione di semplici strumenti, attuabili da un giorno all'altro, che garantiscano la trasparenza dell'azione amministrativa ed il controllo costante sull'operato degli amministratori. Ignorati prima dal centrosinistra, che faceva della clientela la sua politica, e ora dal centrodestra, toccato dagli ennesimi arresti della Giunta Russo, avranno almeno ora i nostri Amministratori l'onestà di adottare questi provvedimenti?

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Salvatore Cantone è il Presidente dell'Associazione Antiracket di Pomigliano d'Arco. E' prima di tutto un imprenditore che ha deciso di denunciare i propri estorsori. Sul nostro territorio ad ogni imprenditore viene assegnato un estorsore "d'ufficio" dalla criminalità organizzata che gli rende la vita un inferno e molto spesso (se non ha il coraggio di denunciare) gliela toglie pure. Dove non arriva la camorra, arrivano i politici corrotti (come abbiamo visto a Pomigliano). Salvatore oltre ad essersi ribellato, è in prima linea contro il Racket e l'usura, con l'Associazione Domenico Noviello di Pomigliano. Lo abbiamo intervistato sullo scandalo tangenti che ha travolto la giunta pomiglianese una settimana fa:

Salvatore Cantone presidente dell'Associazione Antiracket di Pomigliano d'Arco, qual'è stato il ruolo dell'Associazione antiracket nello scandalo tangenti che in questo momento ha travolto la Giunta Comunale di Pomigliano d'Arco? La funzione dell'Associazione antiracket è quella di assistere le vittime che decidono di denunciare. Dal primo momento abbiamo assistito questo imprenditore sia fisicamente sia moralmente fino a quando poi ci sono stati gli arresti.

Cosa chiedevano i politici corrotti a questo imprenditore? Era un accordo: lui doveva dare delle percentuali sui lavori che svolgeva, trasporto e sosta della raccolta differenziata dell'umido. Era una somma pattuita sulle fatture, non perché loro dovessero sbloccare i pagamenti, ma nel momento in cui riceveva i pagamenti lui pagava questa percentuale pattuita.

Perché a un certo punto questo meccanismo si è bloccato? Forse perchè l'imprenditore non ce la faceva più a sostenere queste spese, questo surplus di soldi, convinto dalla disperazione, dalle forze dell'ordine e dall'associazione Antiracket ha deciso di denunciare. Un appello a tutti i cittadini e a tutti i politici è quello di riprendere i valori morali: fare trasparenza, lealtà, legalità, come effettivamente questa amministrazione si era pronunciata nella campagna elettorale, facendo della trasparenza e della legalità un punto di forza. Penso che tutti i politici specialmente i nostri amministratori e noi compresi dobbiamo comportarci lealmente e operare nella trasparenza. Tutti dicono di fare legalità ma poche possono dire di farla realmente in modo trasparente.  E' un appello che vorrei fare a tutti agli amministratori, ai cittadini e anche agli imprenditori o altri che vogliono denunciare: noi siamo sempre a loro completa disposizione, sia noi che le forze dell'ordine.

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Che Pasquale Pignatiello, il Consigliere Comunale arrestato per tangenti, fosse un ex dell'Udeur di Mastella non meraviglierà nessuno. Ma che nel 2000 capeggiasse una lista in sostegno all'allora Sindaco uscente Michele Caiazzo, nuovamente candidato alla carica di primo cittadino, e poi 5 anni dopo abbia sponsorizzato la candidatura del consigliere Alfredo Monda (Udeur) in coalizione con Rifondazione Comunista (candidato sindaco Tommaso Sodano), un po' farà riflettere. Il cursus honorum di Pignatiello mette d'accordo tutti gli antagonisti politici di Pomigliano. Nel 2000 era candidato (221 preferenze personali, primo nella lista Udeur) nella coalizione che sosteneva l'attuale dominus del PD Pomiglianese Michele Caiazzo ; nel 2005 l'Udeur, sempre alle Comunali, sosteneva la coalizione dell'attuale vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano (Rifondazione Comunista); Pignatiello non era nelle liste ma ancora iscritto al partito locale. Nel 2010 esce dall'Udeur a pochi mesi dalle elezioni per sostenere con la lista civica "Pomigliano a Centro", l'attuale Sindaco Lello Russo. Pochi giorni fa l'arresto per tangenti.
Ognuna di quelle forze politiche che oggi si indigna (non più di tanto), ha avuto a che fare con questo campione dell'illegalità. Sarà un caso che subito dopo l'episodio nessuno di loro ha alzato la voce, salvo (in alcuni casi improbabili foto) poi correre ai ripari dopo il post del MoVimento 5 Stelle?

Presto altre novità sulla vicenda. STAY TUNED.

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LE RESPONSABILITÀ NELLO SCANDALO TANGENTI. Il Sindaco e l'Amministrazione devono rimettere il mandato nelle mani dei Cittadini. C'è bisogno che siano gli elettori a giudicare la gravità della "vicenda tangenti" scoppiata in questi giorni, che ha visto l'arresto di un assessore e un consigliere comunale di maggioranza. Questa amministrazione in oltre un anno di mandato non ha fatto nulla per evitare un simile scandalo perché non è stata trasparente. Senza la trasparenza i casi come quelli di concussione sono un rischio continuo. In campagna elettorale il Sindaco se n'era riempito la bocca: "atti comunali online, stazione unica appaltante (commissione di controllo degli appalti sopra i 200.000 euro creata dalla Prefettura), filo diretto con il sindaco, blocco dei comparti". Nulla di tutto questo è stato fatto dalla loro elezione. Come i loro predecessori del PD, continuano ad abusare dell'affidamento diretto o della trattativa privata per appaltare opere pubbliche, senza passare per l'ordinaria gara d'appalto (unico sinonimo di trasparenza). E' il caso di citare la "Pomiedil appalti" dei fratelli Rasino (figli di un ex-assessore delle giunte socialiste di Lello Russo), società che ha messo insieme circa 2 milioni di euro di appalti pubblici tra cimitero e comparto 7 senza uno straccio di gara pubblica! (lavori appaltati invece o con affidamento diretto oppure con gare su invito dell'amministrazione solo ad alcune aziende. Formule legittime ma non trasparenti). Queste modalità di affidamento dovrebbero essere utilizzate solo per particolari necessità ed urgenze (i morti non ne avevano), invece sta diventando la norma. Con questi livelli di trasparenza, con milioni di fondi pubblici che vengono stanziati nel buio delle stanze del potere, con un sito internet fermo, con l'impossibilità di accedere agli atti pubblici, con la Stazione Unica Appaltante richiesta alla Prefettura solo dopo un anno, come si può pensare che abbiate fatto di tutto per evitare questo scandalo? Se poi si aggiunge che questa amministrazione comunale è la risultante di una grande ammucchiata politica, organizzata con il solo obiettivo di battere l'avversario, con al suo interno gente mai vista sul territorio prima delle elezioni, si comprendono i rischi a cui è esposto il nostro Comune per gli anni a venire.

Eppure noi del Movimento 5 Stelle vi avevamo fornito anche le soluzioni per un Comune "trasparente": commissione di controllo anche per gli affidamenti diretti con all'interno un rappresentante delle forze dell'ordine e dell'associazione antiracket; atti del consiglio comunale e delibere di giunta sul sito internet del comune; nomina per sorteggio dei revisori dei conti; bilanci partecipati; dotazione del codice etico del consiglio comunale; gare d’appalto pubbliche in diretta streaming sul sito del comune; introduzione del referendum deliberativo, abrogativo senza obbligo di quorum, dell’audizione popolare e del diritto di revoca del Sindaco. Ma voi non avete voluto ascoltarci. Ed ora dimettetevi.

Presto pubblicheremo novità sulla vicenda. STAY TUNED.

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