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Mercoledì, 22 Maggio 2013

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

 

Avevamo ragione noi. Mimmo De Falco nel CDA dell'Arin si sarebbe fatto solo una "bella vacanza" a spese dei cittadini in compagnia di PDL, PDmenoelle, IDV, SEL, UDC. E così è stato. La "villeggiatura" è durata quasi un anno, al modico costo (per noi) di 3000 euro al mese. Alla faccia di "fuori i profitti dall'acqua". Ne è scorsa di Acqua sotto i ponti dalla riunione del Comitato Acqua Pubblica Pomigliano di luglio 2010, quella in cui Tommaso Sodano e Mimmo De Falco ci informarono a cose già fatte della nomina del "compagno mimmo" (allora referente regionale del Comitato Acqua Pubblica) nel CDA dell'Arin in quota Rifondazione Comunista. La vicenda (leggi il post) fece ribrezzo a tutti i Comitati d'Italia che si battevano in quei mesi per promuovere un Referendum abrogativo per la ripubblicizzazione dell'acqua. Una battaglia vinta solo per ora, si voterà il 12 e 13 giugno. In quella riunione ripetemmo più volte al "gatto e la volpe" che era una scelta insensata entrare nel Consiglio d'Amministrazione di una SPA dell'acqua per renderla pubblica (questo a detta loro il motivo della nomina). L'unica strada per la ripubblicizzazione dell'acqua era il Referendum, noi del comitato ne eravamo convinti. Parlavano a nostro favore le tante privatizzazioni che tutti i partiti a Napoli e in Campania stavano attuando da anni. Perché quei 4 affaristi si sarebbero dovuti redimere? Ma niente, non ci ascoltarono nemmeno. Qualche mese dopo poi, la sentenza 325/10 della Corte Costituzionale bloccò qualsiasi possibilità di trasformare le SPA dell'acqua in società "in house". All'argomento dedicammo una riunione del Comitato Pomigliano (vedi il video), ma anche in quel caso i "rifondaroli" fecero orecchie da mercante.

Ieri Mimmo "vinavil" De Falco si è scollato dalla poltrona presentando le dimissioni. Motivo? "La sentenza della Corte e la situazione critica dell'Amministrazione Comunale di Napoli hanno interrotto la possibilità di evitare l’entrata dei privati nell’Arin". Peccato che la pronuncia della Corte risale ad ottobre 2010, ci sono arrivati dopo 6 mesi? Dopo aver intascato circa 24.000 euro dei cittadini (+ un'eventuale liquidazione) per aver fatto...ehm...cosa?

P.S. anche Sinistra "Inceneritori" e LibertĂ  e IDV hanno ancora i loro prestanomi nel CDA dell'Arin. Tutti per l'Acqua pubblica...a chiacchiere!

 

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Il Comitato Referendario per l'Acqua Pubblica a Pomigliano è la dimostrazione che quando ci sono temi validi il Movimento 5 Stelle è pronto a collaborare con gruppi politici, comitati, associazioni. Sono 6 mesi che a Pomigliano c'è il Comitato per l'Acqua Pubblica. Un'esperienza fantastica. Se non fosse per i soliti furbetti che ti rovinano la festa. Ti rendi conto del problema quando sei in piazza. Metti un banchetto e corrono tutti gli zombie. E' come il formaggio per i topi. Li vedi che si avvicinano con passo felino, si mettono al lato per fare un pò di passerella, stringono qualche mano. Lo sanno che non c'entrano nulla ma è più forte di loro, devono esserci. Sono dei precari, ogni 5 anni un nuovo posto, una nuova elezione. E giù a raccattare voti.

Ma l'Acqua Pubblica è una cosa seria, richiede coerenza. Le persone libere lo hanno capito. Non si fidano più di nessuno. Del PD, che a Pomigliano ha scoperto l'Acqua Pubblica il giorno dopo che ha perso il primo turno alle amministrative: da una parte il comunicato Ansa del "candidato di legno" Onofrio Piccolo che cercava disperatamente di vincere il ballottaggio e nello stesso partito il vicepresidente della Gori spa (Michele Caiazzo) tessera n°1 indiscussa. Tantomeno si può credere al Sindaco Lello Russo che venne a firmare ai banchetti per il Referendum ma che in questi giorni farà le nomine di un nuovo consigliere d'amministrazione nella Gori Spa, azienda che grazie alla legge nazionale fatta dal suo partito (PDL), diventerà a maggioranza privata. C'è da allontanare anche Rifondazione Comunista che nelle vesti di Tommaso Sodano (politico di professione da tempi immemorabili), bazzica sempre intorno alle inziative per l'Acqua pubblica salvo poi nominare il compagno Mimmo de Falco nel CDA dell'ARIN spa a 3.000 euro al mese (i comunisti di una volta??). E l'IDV?

Questo paraculismo potrebbe inquinare il referendum. Ma per fortuna quella gente non rappresenta piĂą nessuno (o quasi): le persone oneste sono tutte disilluse. Resta qualche nostalgico e forse il voto di scambio a tenerli ancora in vita. Per il referendum servono cittadini liberi, informati. Dobbiamo raggiungerli uno ad uno e spiegargli in cosa consiste il Referendum. Vedrete che voteranno tutti per il SI. Ci serve la maggioranza + 1 degli aventi diritto, dei singoli cittadini. A costo di andare casa per casa, a Pomigliano tutti dovranno venire a votare.

***Domenica 6 marzo dalle 10:30 alle 13:30 banchetto acqua pubblica in Piazza Primavera. Ritira il tuo braccialetto.

***Abbiamo pubblicato il resoconto video dell'ultima riunione generale. Vedilo QUI

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Appello al Governo Referendum Acqua: accorpamento con le amministrative.

Grazie al sostegno di oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese, nella prossima primavera il popolo italiano sarà chiamato a votare due referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua. Chi ha posto la propria firma lo ha fatto nella convinzione che la battaglia per l'acqua pubblica sia prima di tutto una battaglia di civiltà, per la tutela e l'accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita. Ed è una battaglia di democrazia, per dare a tutte e tutti il diritto di decidere su ciò che a tutti appartiene.

I due referendum rappresentano una seria minaccia per chi vuole ricavare facili profitti dall'acqua: non mancano le pressioni dei poteri forti dell'economia e della politica istituzionale, per questo si accelerano le privatizzazioni nei territori, mentre si pensa di rimandare i referendum all'ultima data possibile, il 12 giugno, sperando che vinca l'astensionismo. Noi non ci stiamo. Pensiamo che l'acqua sia un bene essenziale, da gestire in forma pubblica e partecipata dalle comunitĂ  locali. Pensiamo che i referendum siano uno strumento fondamentale di democrazia e partecipazione. Pensiamo che, nel pieno della crisi economica, sia ingiustificabile sperperare i soldi dei cittadini.

Per questo chiediamo al Governo e alle forze politiche e istituzionali l'accorpamento della data del referendum con quello delle prossime elezioni amministrative. Rispettando la sovranitĂ  popolare, risparmiando denaro pubblico ed evitando l'assurditĂ  di ritrovarsi alle urne per ben tre volte in poche settimane.

Firma l'appello su http://www.acquabenecomune.org

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“Lavorerò per aiutare il processo di pubblicizzazione dell’acqua a Napoli dall'interno dell'Arin spa e nel momento in cui dovesse essere evidente che ciò non è possibile, non avrò nessuna difficoltà a dimettermi immediatamente”. Queste le parole di Domenico De Falco attuale Consigliere d'Amministrazione in quota Rifondazione Comunista dell'ARIN spa, società che ha la gestione idrica del comune di Napoli.

Le dichiarazioni risalgono a fine luglio 2010 quando a Pomigliano era quasi finita la campagna di raccolta firme per promuovere il Referendum abrogativo per la ripubblicizzazione dell'Acqua, promosso dai Forum Nazionali per l'Acqua. Domenico De Falco era stato per tutto il periodo della raccolta firme, uno dei referenti zonali del Forum Campano. A Pomigliano d'Arco le firme raccolte ogni domenica (quasi 1500), venivano consegnate a lui. Una delle ultime sere di luglio arriva la notizia che SeL e Rifondazione Comunista avevano chiuso un accordo con il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino per piazzare due dei loro nel CDA dell'ARiN. Domenico De Falco era il Consigliere entrato in quota Rifondazione Comunista.

I Comitati Regionale e Nazionale si schierarono assolutamente contro. La campagna referendaria si batteva contro la privatizzazione dell'Acqua, ed era fortemente contraddittorio che i due partiti in questione, che avevano sostenuto la battaglia fino ad allora, si fossero “buttati” nel CDA di una SPA dell'Acqua. Questa scelta scellerata ricadde inevitabilmente sulla credibilità della battaglia referendaria. De Falco chiese di voler incontrare il Comitato di Pomigliano per chiarimenti: alla riunione, in qualità di suo “scudiero” c'era anche Tommaso Sodano che era ed è uno dei “maggiori” esponenti di quello che resta di Rifondazione Comunista, nonché Consigliere Provinciale. Non ci sarebbe da meravigliarsi se l'accordo per far entrare Domenico De Falco nell'Arin l'avesse chiuso proprio lui. Anche perché guarda caso De Falco era stato candidato alle ultime elezioni provinciali di Napoli, in una lista che sosteneva proprio Tommaso Sodano Presidente: i casi della vita. Facendo un sunto delle loro spiegazioni che tra l'altro nessuno aveva chiesto, ci dissero che le cose si potevano cambiare dall'interno, che la Iervolino aveva dato piena certezza per la conversione dell'Arin in società di diritto pubblico e che se entro 5 mesi non cambiava nulla, De Falco si dimetteva.

Non c'abbiamo mai creduto ma ad ogni modo siamo arrivati alla resa dei conti: a fine ottobre, la giunta comunale di Napoli aveva approvato una delibera che affidava a un gruppo di lavoro il percorso di trasformazione dell'Arin. Il gruppo si è perso strada facendo. A metà dicembre poi la Corte Costituzionale ha stabilito che in materia di mercato le leggi le fa lo Stato e non le Regioni. Il comune di Napoli ha subito fatto marcia indietro e il 14 dicembre avrebbe già messo ai voti una nuova delibera che trasforma l'Arin in ente privato a controllo comunale, imponendo la graduale cessione annuale ai privati del 40, 60, 70 per cento.

Di fronte a questa scelta Alex Zanotelli e l'avvocato dei Comitati per l'Acqua Maurizio Montalto, sono insorti. Il Comitato Campano è già sul piede di guerra. La sentenza secondo il legale non avrebbe effetto per la nostra regione perché non è tra quelle che avrebbero presentato il ricorso. Ad ogni modo il Comune di Napoli non c'ha pensato due volte prima di fare marcia indietro (non che prima avesse fatto qualche passo avanti!).

Anche un bambino ormai ha capito che non sarà certo dall'interno dell'Arin che cambierà qualcosa, perchè è proprio lì che ormai non ci sono più (o non ci sono mai stati) ne la volontà politica ne i presupposti giuridici. Forse è arrivato il momento che Domenico De Falco e il suo stipendio da Consigliere d'Amministrazione di 3.000 € al mese e la base del suo partito di riferimento Rifondazione Comunista, presentino le dimissioni dal CDA.

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Domenica 05 Dicembre 2010 16:23

Riunione Comitato Acqua Pubblica Pomigliano

Riunione Comitato Acqua Pubblica Pomigliano 3 Dic. 10 from pomigliano.org on Vimeo.

Venerdì 3 dicembre si è svolta una riunione del Comitato per l'Acqua Pubblica di Pomigliano d'Arco. C'è stato un confronto con un funzionario dell'Arin che ha illustrato lo stato dei fatti in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale sulla concorrenzialità della gestione dell'acqua.

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L’acqua che beviamo deve ritornare pubblica, non è pensabile mercificare un elemento vitale, permettere che delle società per azioni (Gori SpA) facciano profitti sulla vita delle persone. Un Comune senza acqua non esiste. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Un passo dopo l’altro ci hanno tolto l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici) e ora anche l’acqua privatizzata nel silenzio generale, mentre dormivamo sogni tranquilli pensando che i nostri amministratori e politici pomiglianesi facessero i nostri interessi. E’ ora di svegliarci, riprenderci la gestione del servizio e dare un calcio nel sedere a chi, politico, si venderebbe anche l’anima per il potere e per i soldi. Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo? L’ASM (Azienda Speciale Municipalizzata) gestiva eccellentemente la rete idrica, non ci possono raccontare la solita storiella dell’inefficienza della gestione pubblica. In più il ramo dell’acqua era l’unico che portava profitto e dava stabilità all’azienda comunale oggi in passività per milioni di euro. il comune di Pomigliano non ci ha guadagnato nulla, i cittadini non ci hanno guadagnato nulla. Allora chi ci ha guadagnato? Guarda caso il vice presidente della Gori spa è Michelino Caiazzo omonimo e cugino di Michele Caiazzo, “dominus” di Pomigliano. Questi si vendono a pezzi il nostro comune, ci guadagnano personalmente e dicono pure che fanno i nostri interessi. Oggi pubblichiamo la proposta per l’Acqua per ricevere i vostri contributi.

ACQUA:

  • L’acqua deve ritornare pubblica;
  • Definire una quantitĂ  pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi;
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni;
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo;
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione;
  • ObbligatorietĂ  di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale;
  • Promozione uso acqua potabile comunale; - Promozione detersivi a basso livello di inquinamento;
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Lunedì 12 Luglio 2010 15:15

Acqua pubblica …a chiacchiere!

E’ l’ultima beffa a danno dei cittadini, quelli che ancora credono nei partiti, nella loro funzione di collegamento tra comunità e istituzioni. Credi di essere rappresentato da chi porta avanti battaglie che condividi come quella dell’acqua pubblica poi, però, senza un meccanismo democratico di decisione e senza discussione con gli iscritti, il partito piazza un consigliere d’amministrazione nell’Arin SpA, una delle più grandi società di gestione di risorse idriche del mezzogiorno. E neppure un comunicato ufficiale che giustifichi la nomina. Sperando che questa, forse, passi inosservata. Ma alla rete non sfugge nulla.

E’ così che Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà pur sostenendo la campagna referendaria per l’acqua pubblica non hanno avuto alcun pudore a spartirsi la torta della stessa acqua che il referendum dorrebbe sottrarre alla lottizzazione della politica. Alla faccia della coerenza! Solo una nota su Facebook tardiva e con motivazioni fragili di Domenico De Falco neo consigliere in quota RC. E i leaders di partito, i mandanti, quelli che hanno caldeggiato le nomine nel CdA dell’Arin, perchè non escono allo scoperto a difendere le proprie ragioni e il loro partito? Forse sanno bene di essere indifendibili. Ma non ha importanza, ora l’attenzione è sulla Fiat sempre che quando si spegneranno i riflettori anche su questa non abbandoneranno il campo e come per l’acqua non pugnaleranno alle spalle anche i lavoratori e via così verso un nuovo palcoscenico più illuminato.

Questo è solo l’ultimo atto di una politica ipocrita che predica bene e razzola male. Nessun partito è esente da questa amara realtà. Primus inter pares il PD che a Pomigliano ha privatizzato la gestione dell’acqua affidandola alla Gori SpA ma che poi in campagna elettorale (solo al ballottaggio) voleva ripubblicizzarla. Oggi però mantiene nel CdA il Vicepresidente Michele Caiazzo omonimo e cugino del consigliere comunale PD.

L’IDV che promuove il suo referendum per l’acqua pubblica che invece salvaguarda le spa. Infine lo strano caso dei rappresentanti del PDL pomiglianese che hanno firmando per il referendum ma si guarderanno bene dall’opporsi alle decisioni che sempre il partito gli calerà dall’alto.

E i Giovani Democratici e i Giovani Comunisti che faranno? Continueranno a fare i separati in casa salvo poi riconciliarsi sotto elezione quando ci sarebbe solo da mandare i cari leades affanculo?

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All'inizio doveva essere una semplice raccolta firme nella villa comunale poi è diventato qualcosa di molto più grande e in continuo movimento. Prima sono arrivati i gruppi musicali, poi chi voleva fare una mostra di pittura, altri hanno messo a disposizione l'impianto audio, inoltre ci sarà Padre Alex Zanotelli. Ormai la miccia è innescata, dopo il flash mob, il 12 giugno sarà il W-DAY, il giorno dell'acqua pubblica a Pomigliano. Decine di persone stanno portando idee per far crescere questo evento e chissà che per fine settimana non si rivoluzioni di nuovo tutto! Chiunque vorrà esibire una sua arte o una sua passione potrà farlo. Sarà un HAPPENING organizzato a COSTO ZERO, una giornata di grande musica in libertà con gruppi musicali, di ballo, mostre d'arte e con gli interventi di ALEX ZANOTELLI e Consiglia Salvo sul valore dell'acqua pubblica.

Un altro modo per dire ancora una volta NO alla privatizzazione dell'acqua. L'appuntamento è per sabato 12 giugno alle 11:00 alla Villa Comunale.

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Domenica 30 Maggio 2010 12:06

FLASH MOB ACQUA PUBBLICA Pomigliano d'Arco

Oggi domenica 30 maggio 2010 è stato un giorno importante. A Pomigliano d'Arco in piazza Primavera centinaia di persone libere hanno detto no alla privatizzazione dell'acqua immobilizzandosi per 2 minuti al suono di una tromba.

 

Il primo Flash Mob a Pomigliano. Spettacolare!

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Cosa è il flash mob? Il flash mob indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo. Ecco un ESEMPIO Il Comitato per l'acqua Pubblica di Pomigliano sta radunando tutti i cittadini interessati a farlo, a Piazza Primavera il 30 Maggio alle 12:30. Invitate parenti, amici e conoscenti, Piazza Primavera si dovrà bloccare per 2 minuti!!! Cosa occorre? Iscrivetevi all'evento su Facebook, Seguiranno indicazioni.

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