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Mercoledì, 26 Novembre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

Per chi non lo ricordasse, Fabio Molfesi è stato il direttore artistico della Pomigliano Danza. A novembre gli fu chiesto di lasciare il ruolo che ricopriva: l'amministrazione comunale aveva altri progetti per la "Pomigliano Danza" scuola appunto di proprietà del comune di Pomigliano d'Arco. 
Noi ci interessammo alla vicenda, se non altro perché la rivolta delle mamme e delle allieve della scuola non si fece attendere. Fabio Molfesi era stato per anni direttore e insegnante della scuola, e dopo aver saputo (ad anno accademico già avviato) che il maestro sarebbe cambiato, le mamme erano pronte in massa (circa il 70% delle iscritte) a seguirlo ovunque andasse. Per effetto di ciò le finanze della scuola comunale sarebbero crollate. Le male-lingue di allora non si risparmiarono: "Fabio Molfesi campa sulle nostre spalle", "se lascia la Pomigliano Danza perde il posto", "è uno sfaticato, la Pomigliano Danza merita ben altro", e via così... in poche settimane Fabio Molfesi fu rimosso, al suo posto fu nominato Agostino D'Aloia, già direttore in passato. Il sindaco non ha mai spiegato la vera ragione di questo atto.

A distanza di cinque mesi Fabio Molfesi ha fondato una scuola tutta sua, ha portato con se molte delle allieve della scuola comunale e promuove iniziative di beneficenza come quella per l'ospedale Santobono. Dalla Pomigliano Danza invece giungono notizie contrastanti: molti sostengono che si stia riprendendo dopo il tonfo di iscrizioni, altri criticano fortemente il nuovo stile "commerciale" della scuola resosi necessario per recuperare gli iscritti persi. Quello che è certo è che anche il nuovo C.D.A., così come il nuovo direttore, non si sono degnati minimamente di dare trasparenza alle attività della scuola, pubblicando quantomeno in rete l'esercizio di bilancio, il numero di iscritti, il programma finanziario, ecc. 

Chi c'ha guadagnato nel rimuovere Molfesi
? Forse l'unico è stato proprio lui, che ha accolto e per ora vinto l'ennesima sfida professionale.

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La Scuola Pomigliano Danza (sito) è un altro degli enti comunali di Pomigliano sui quali i partiti spadroneggiano da 15 anni. E' così anche per l'Enam spa, l'Asm, la Pomigliano Infanzia Onlus dove da mesi il PDL (come il Pd faceva in passato) sta piazzando trombati politici e accoliti. E' sempre il solito valzer: ogni elezione cambiano i componenti dei consigli d'amministrazione, il direttore o il presidente. Però mentre l'Enam, l'Asm, la Pomigliano Infanzia vivono di tasse dei cittadini per servizi essenziali, la Pomigliano Danza è un azienda sul mercato, che deve attirare iscritti, offrire un prodotto competitivo per poter restare in vita. Sembra che Fabio Molfesi, direttore artistico della Scuola, fosse riuscito a creare un certo equilibrio. Esiste una comunità di allieve affezionate a lui ed alla realtà che aveva creato.

Nel 2010 arriva il PDL al governo della cittĂ , il tempo di spartirsi le altre poltrone e poi cambiano anche i vertici del Cda di Pomigliano Danza (secondo noi del Movimento 5 Stelle queste cariche dovrebbero eleggerle i cittadini tra professionisti competenti della materia che riguarda l'ente). Sistemati i tre nel Cda arriva anche l'ora del direttore artistico. Forse per rispettare qualche patto incrociato con Cesaro e Cosentino (che hanno sostenuto la campagna elettorale di Lello Russo), stanno per piazzare un altro direttore artistico. Fabio Molfesi viene rimosso anche con una certa premura, infatti l'amministrazione dovrĂ  pagare una penale per non aver rispettato i termini del contratto (altri soldi pubblici).

L'80% dei genitori, senza Molfesi, l'anno prossimo non iscriverà le proprie figlie alla Scuola, in realtà l'avrebbero già fatto quest'anno, ma nonostante le richieste ad inizio anno accademico, il nuovo presidente del CDA (Giacomo Messina) ha sempre rassicurato che Molfesi sarebbe rimasto al suo posto. Solo dopo che i genitori hanno pagato l'iscrizione, è stato dato l'annuncio. Adesso, a meno che non faranno direttore artistico Roberto Bolle in persona, la Scuola perderà gran parte della platea iscritta, questo manderà in rosso i bilanci dell'ennesimo ente comunale e a pagare i debiti causati da questi incompetenti saremo sempre noi. Così è stato per la Pomigliano Ambiente, così per la Gori, per l'Enam e tra poco per l'Asm.

 

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Giovedì 03 Novembre 2011 18:51

STRISCE BLU A POMIGLIANO. Cosa c'è da sapere?

Cosa c'è da sapere sulle strisce blu a Pomigliano?

Prima di tutto che il Pd è d'accordo, almeno quanto lo è adesso il Pdl. In commissione (durante l'ennesima crisi d'identità) si sono astenuti. Tra un pò forse faranno finta di opporsi ma ricordiamo tutti in campagna elettorale le parole di Onofrio Piccolo (candidato sindaco PD): "faremo le strisce blu" (e fu così che persero le elezioni). L'attuale Sindaco (Lello Russo "il furbo") era contrario, come lo era sui comparti edificatori. Evidentemente ha cambiato idea, tradendo ancora una volta il mandato elettorale affidatogli dai cittadini. Chissà, se avesse cambiato idea prima delle elezioni, avrebbe vinto lo stesso?

Un'altra cosa importante da sapere è che nella determina di giunta c'è scritto: "l'amministrazione comunale, considerata la crisi economica esistente, al fine anche di favorire lo sviluppo commerciale, ha ritenuto opportuno di appaltare la gestione dei parcheggi pubblici a pagamento per 10 anni ". Una di quelle frasi palesemente "presa per il culo". Sembra che facciano un favore ai cittadini facendo pagare 50 centesimi ad ora in strada e 1,50 nei parcheggi. Per non parlare degli esercizi commerciali: i clienti andranno tutti a parcheggiare al più vicino centro commerciale, lì non si paga. Forse non è un caso che proprio nelle zone dei "Supermercati Piccolo" non siano previste strisce blu. Inutile poi che ci vengano a parlare mobilità sostenibile: le iniziative da intraprendere sarebbero ben altre.

Infine è il caso di informarsi sulla situazione delle strisce blu nei Comuni che le hanno già introdotte. Da Acerra a Napoli, le società che le gestivano sono tutte in "profondo rosso". La Misia di Acerra è fallita, la Napoli Park è sempre in agonia nonostante De Magistris abbia aumentato il prezzo del grattino in tutta Napoli. La verità è che le strisce blu non stanno in piedi economicamente, non riescono neanche a pagare i dipendenti delle aziende che le gestiscono. E non sono neanche un espediente per i Comuni per "far cassa" dal momento che i pochi utili che percepirà l'amministrazione saranno vincolati al ramo mobilità: scommettiamo che li reinvestiranno in altre strisce blu?

Dobbiamo fermare questa ennesima decisione presa senza consultare minimamente i Cittadini. COSA PROPONI PER BLOCCARLI?

P.S. Le strisce blu con la mobilità sostenibile, con la riduzione delle automobili e con riduzione delle emissioni non c'entrano proprio nulla. Se fosse come dicono PD e PDL allora ci devono spiegare perché nonostante le strisce blu, NAPOLI è piena zeppa di automobili. O Acerra è intasata di traffico. Sono ben altre le soluzioni...

ELENCO STRADE

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Domenica 16 Gennaio 2011 22:30

L'ANIMA PER POMIGLIANO ZEROPUNTOZERO

365 giorni fa, i partiti di Pomigliano scaldavano i motori in vista della campagna elettorale. Programmi niente eh? Per quelli c'era tempo, sarebbe bastato un pò di copia-incolla. Noi del MoVimento fummo gli unici a presentare un programma condiviso con i cittadini già a ottobre. A febbraio i nostri punti erano già finiti nei programmi dei partiti (c.v.d.). Un grande successo: più condiviso di così si muore!  Anche l'attuale Sindaco PDL (classe 1940) ai comizi si riempiva la bocca con l'informatizzazione: un vero sito del comune di Pomigliano, dirette streaming del consiglio comunale, pubblicazione online degli atti pubblici, chat con i cittadini, resoconti periodici online, wifi libera e gratuita. La rivoluzione arancione - quella fino ad ora solo delle bandiere messe in ogni dove - passava anche per questo. Erano arrivati i liberatori, per giunta armati di computer e html! E chi li fermava più.

E' passato quasi un anno. Ogni tanto viene trasmessa la diretta streaming del consiglio. Non sul sito del comune eh, per carità. Lo fanno su un sito sconosciuto e non ancora indicizzato. Quando la diretta la trasmettevamo noi del MoVimento (autotassandoci) c'erano oltre 1000 cittadini online e 10 in sala, ora che lo fa l'amministrazione ce ne sono 30 online e 50 in sala. La rivoluzione dà i suoi frutti si sa! Il sito internet è rimasto lo stesso piazzacomune.it, su cui ogni tanto caricano qualche avviso o qualche bando di gara. Un portale che grazie al PD è costato ai cittadini decine di migliaia di euro (si vocifera 80.000€) e doveva unire pomigliano, sant'anastasia e ottaviano: siamo rimasti i soli ad usarlo. Capita!? Attivarono una pagina facebook ma sentirono subito il bisogno di censurare le domande dei cittadini. Durante le elezioni avevano aperto dei blog, tutto scomparso il giorno dopo. Degli atti pubblici, della chat e del wifi non se n'è saputo più nulla.

Internet è democrazia, significa confronto con i cittadini, proposte, trasparenza, controllo. Quest'amministrazione come quelle precedenti non c'ha voluto neanche provare. Sono chiusi nel palazzo da un anno, in perfetto stile ghe pensi mi. Ogni tanto lasciano trapelare qualche notizia. Per avere atti del consiglio o delibere di giunta devi fare domanda e attendere 30 giorni. Un altro anno di non-democrazia. Il "copia-incolla" sono tutti bravi a farlo, tutt'altro è fare fatti.

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Locandina della FestaQualche mese fa è nata la prima associazione di commercianti indipendenti di Pomigliano, la C.A.I.P., da un'iniziativa di un gruppo di esercenti storici della città. Il motivo principale che ha portato alla nascita della C.A.I.P. è la tutela del piccolo imprenditore. Il presidente, Ciro Esposito ed il vice presidente, Pasquale Pignatiello, hanno preso parte alla lotta contro la costruzione di centri commerciali e grande distribuzione a Pomigliano ben supportati anche da don Peppino Gambardella parroco della chiesa di San Felice di Pomigliano d'Arco. MA I CONTI NON TORNANO. 14 gennaio festa di San Felice, Santo patrono di Pomigliano d'Arco: distribuite le locandine dell'evento (in foto) si nota che nell'area dedicata alle sponsorizzazioni ci sono i nomi di SUPERMERCATI PICCOLO (presi di mira durante la battaglia dalla CAIP e da don Peppino per la prevista apertura di un grosso supermercato in via Pricipe di Piemonte ), CIRO AMODIO (già presente sul territorio con 8-10 punti vendita e con ultima apertura 2 mesi fà in via Napoli ), PIGNATIELLO KIDS (negozio di Pasquale Pignatiello, vice presidente della C.A.I.P., che ha preso parte alla lotta contro le aperture dei centri commerciali).

Nel primo convegno della CAIP nella torre dell'orologio , presente anche il Sindaco Lello Russo, si era parlato di rilancio del commercio a Pomigliano e la tutela del piccolo commerciante, ma a quanto si evince già è stato dimenticato. A questo punto sorge un dubbio da Ara Veritatis: dopo una lunga ed estenuante lotta per tutelare i piccoli commercianti di Pomigliano come mai nessuno spazio nella locandina agli associati? Pace è fatta tra i gloriosi ed impavidi vincitori della battaglia e i forti vinti? E a che prezzo, ci chiediamo? San Felice paciere tra la CAIP e gli interessati alle grandi distribuzioni a Pomigliano...e il miracolo è fatto.

Gennaro R.

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Masseria Chiavettieri e la presa per il culo delle luminarie natalizie

La rivoluzione delle luminarie natalizie ha preso piede anche a Pomigliano. Il sindaco Raffaele Russo ha pensato bene di istallarne “qualcuna” anche nelle periferie. Già ce la sentiamo nelle orecchie la cantilena: “perchè si devono sentire parte integrante della città!”. Per aiutare i commercianti è stato istituito anche un concorso per la vetrina più bella. Il tema è finito addirittura all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di stasera. Lo spirito natalizio li ha proprio presi! Le periferie sono il leit motiv di tutte le amministrazioni, una vera maledizione: se ne parla sempre ma poi non si fa mai nulla. Russo ne parlava già vent'anni fa, prima che la sua giunta fosse sciolta, poi nell'ultima campagna elettorale c'ha speculato alla grande ma ora a campagna elettorale conclusa sostiene che lo stato d'abbandono delle periferie si risolverà solo costruendo campi da golf, piscine e scuole (cioè tra altri vent'anni) e fino ad allora nessun intervento concreto.

Una madre che abita alla Masseria Chiavettieri, una delle periferie più degradate della città, un giorno dalla finestra vede degli operai che stanno montando una luminaria natalizia e gli dice “Non ci posso credere, il sindaco si è ricordato che esistiamo anche noi?" e gli operai: “Eh si signora sta arrivando Natale!”, “Mi sembra una presa in giro" esclama la signora "voglio vedere quando si ricorderanno di mettere le fogne, di sistemare le strade e di ripulirci dai rifiuti!”. Gli operai le sorridono. Dopo qualche ora la signora scoprirà che le due luminarie non si illuminano neppure e tutt'ora sono spente.

Come deve sentirsi un cittadino se non preso per il culo? C'è un altro termine per descrivere meglio come ci si possa sentire? E' vero, a Natale basta il pensiero ma le luminarie, per giunta spente, NON LE VOGLIAMO! La Masseria Chiavettieri (vedi video) è una discarica a cielo aperto, senza fogne, nè strade. Ogni notte criminali sversano abusivamente scarti di lavorazioni, rifiuti dell’edilizia, ethernit e liquami. L’amministrazione non fa nulla per cambiare le condizioni da terzo mondo in cui vive questa gente, li umilia pure con queste buffonate di facciata ma poi avvia progetti milionari e regala territorio comunale a privati per vere e proprie speculazioni, vedi progetto villa comunale e comparti edificatori che arricchiranno i costruttori. Sono degli incoscienti se pensano di poter continuare a tirare la corda in questo modo perchè prima o poi si spezzerà e saranno cazzi!

P.S. come per magia dopo il nostro post sembra che il Sindaco abbia "ORDINATO" che le luminarie in Masseria Chiavettieri venissero accese. Adesso aspettiamo solo fogne, strade, marciapiedi e che vengano a liberarci dai rifiuti.

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Il 28 luglio questo blog lanciò la notizia della presenza del parco pubblico di Pomigliano nell’elenco dei beni che, con il federalismo demaniale, i Comuni avrebbero potuto vendere all’asta per coprire i loro deficit. Pronta fu la replica dell’amministrazione comunale attraverso l’assessore al bilancio Domenico Romano: “Ritengo che vi sia un errore”. “E’ già stato dato mandato per risolvere questa situazione agli uffici tecnici”. L’assessore non spiegava, però, che di lì a pochi mesi lo stesso parco sarebbe stato di fatto regalato a privati che ci costruiranno campi da tennis, campi di calcetto, piscine coperte e parcheggi sotterranei: un megainvestimento da 20.000.000,00 € parte dei quali pubblici e l’altra di privati, che trasformeranno quello che è un parco pubblico (progettato, realizzato e gestito male ma pur sempre un parco!) in un affare privato. Il comitato d’affari pomiglianese ringrazia!

Project financing una parola inglese, il che è trendy, che ci fa pensare al futuro ma che invece ci porta al passato: alle vecchie amministrazioni e allo scandalo ancora irrisolto del bar ristorante Applauso che occupa abusivamente la struttura d’ingresso al parco, regalatagli dall’ex sindaco Caiazzo. In spregio di tutti gli altri commercianti di Pomigliano che pagano il fitto per esercitare la propria attività. Ad oggi l’Applauso continua a vivere sulle spalle dei cittadini, come una zecca, nel silenzio che è connivenza dell’amministrazione Della Ratta prima ed oggi di quella Russo. Come fanno questi politici a credere che i cittadini possano ancora fidarsi di loro se prima di realizzare l’ennesimo progetto inutile non risolvono neppure i guai del passato? Con quale arroganza se, tra l’altro, non sono neppure capaci di provvedere alla più elementare manutenzione delle strutture esistenti? La fontana del parco pubblico che perde acqua (da giorni!) è l’ultima manifestazione dell’incapacità e della mala fede di questa generazione di politici (gli stessi da vent’anni!) che disperde le risorse: l’acqua come i soldi pubblici. Che rabbia!

A questa nuova ma sempre vecchia amministrazione comunale diamo un consiglio per gestire un bene che non è di sua proprietà: ristabilisca prima di tutto la legalità, affinché non esistano privilegi che intacchino l’eguaglianza dei cittadini e ci sia parità di trattamento giuridico. Regali a tutti o a nessuno! Destini le risorse alla manutenzione e al mantenimento di ciò che è pubblico e prima di svendere il territorio comunale interpelli i proprietari, i condomini del palazzo. Il sindaco è solo un amministratore e come tale non dovrebbe avere neppure diritto di voto nelle scelte che incidono profondamente nella vita della città, che le cambiano il volto, la geografia e l’economia. Un consiglio affinché il sindaco si senta anche meno responsabile di eventuali scelte sbagliate (se di errori si tratta): consulti i cittadini, metta in rete gli atti e i progetti, dia la possibilità ai cittadini prima di tutto di conoscere le carte (cosa impossibile oggi).  Questo blog è a disposizione della città. Tutti insieme: tecnici del comune, imprenditori (non i prestanome!) e cittadini potremmo creare una rete non solo virtuale di competenze e di intelligenze al servizio della collettività a patto che poi a decidere siano davvero i destinatari ultimi dei provvedimenti del Comune, i suoi datori di lavoro che l’hanno scelta unicamente (speriamo!) per tenere i conti a posto e fare il bene della città. Non faccia gli stessi errori di chi ha governato questa città prima di Lei, quindi rinneghi anche se stesso, sindaco già vent’anni fa. Le ricordiamo che lei non è nessuno per decidere in nome del consenso elettorale e della carica che ricopre e che varrà uno solo quando si spoglierà degli abiti del primario e inizierà a fare il medico, scrupoloso e vicino a chi ha avuto la sorte di incontrarla.

Ps: sono due giorni che chiamiamo senza risposta l’Enam 081 842 23 25 per segnalare la perdita d’acqua. Chi può si metta in contatto con il Ministero delle infrastrutture!

Ps 2: dopo 4 giorni, circa 30mila litri d'Acqua sprecati, decine di telefonate di cittadini incazzati a Enam, vigili urbani e Comune, la fontana è stata riparata. Vi dobbiamo anche ringraziare?

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Ciao a tutti, sono passati quattro mesi da quando sono finite le elezioni qui a Pomigliano d’Arco, le elezioni comunali. Come tutti ben sapete il centro-sinistra ha perso, con tutti i suoi progetti faraonici: le strisce blu, i mega-centri commerciali. E a Pomigliano adesso governa il centro-destra, coalizione che in campagna elettorale si è assunta diversi impegni. Purtroppo dobbiamo già constatare che su uno di questi impegni ha già fatto dietrofront. Parliamo dell’impegno di trasmettere tutte le sedute del Consiglio comunale in diretta via web. Vediamo l’impegno preso dall’allora candidato sindaco Lello Russo durante la campagna elettorale e confrontiamolo con quanto detto al primo Consiglio comunale tenutosi ad inizio giugno.

Prima dice: “…La prima cosa è che i consigli comunali devono essere trasmessi nelle case dei cittadini, su questo non transiggo. Se io dovessi essere Sindaco ognuno di voi avrà la possibilità di ascoltare i vostri rappresentanti e di valutare ciò che fa l’amministrazione.” Dopo, eletto Sindaco, dice: “…Onde dare la più ampia visibilità dell’azione amministrativa favoriremo tutte quelle associazioni o televisioni che vorranno trasmettere sia via web che per tv i nostri Consigli comunali.” Siamo passati da: “l’Amministrazione comunale trasmetterà le dirette del Consiglio comunale a l’amministrazione favorirà chiunque voglia trasmettere il Consiglio comunale”. Ma le dirette del consiglio comunale e quindi la trasparenza del consiglio stesso non può essere delegata a un’associazione, a un movimento o a chicchessia. La sensibilità deve appartenere all’amministrazione comunale e devono provvedere loro a offrire questo servizio alla cittadinanza. Anche perchè, pensate che, in occasione dell’ultimo Consiglio comunale che abbiamo ripreso, c’erano circa mille persone che seguivano la diretta e ci saranno state al massimo trecento persone all’interno dell’aula consiliare. Quindi, se anche quest’amministrazione non riesce a capire l’importanza di questo servizio, che i consiglieri comunali continuassero pure a parlare solo per ascoltarsi. Evidentemente la trasparenza non è un punto fondamentale per l’attuale amministrazione! E’ invece fondamentale fare passerella dinanzi alle telecamere per sostenere un referendum imposto da un’azienda, la Fiat, ai lavoratori, ai quali ha chiesto se morire di fame o lavorare senza diritti. Quest’amministrazione comunale, il Sindaco e tutte le istituzioni che sono scese in campo per appoggiare questo referendum non rappresentano nessuno perchè sono ideologizzati e fanno una battaglia di classe favorendo il più forte. Ci vadano loro in catena di montaggio a quelle condizioni!

 Luca Errico

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