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Sabato, 25 Ottobre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

Giovedì 19 Aprile 2012 14:19

I DEBITI della GORI non li paghiamo

 

Oggi 19 aprile è proprio una bella giornata. Finalmente il Tar si è pronunciato sul ricorso promosso dai vari comitati acqua pubblica (tra i quali anche quello di Pomigliano) la Federconsumatori e il comune di Visciano. Il 12 e 13 giugno 2011 si è tenuto il Referedum, il Sindaco di Pomigliano aveva anche firmato a favore dei due quesiti riguardanti l'"Acqua pubblica" durante la raccolta firme ai banchetti, ma udite udite, quando si è trattato di votare l'aumento delle tariffe del servizio idrico, il 2 agosto 2011, lui ha votato a favore. Un aumento del 20% in più in due anni, in barba al "popolo sovrano" che aveva ottenuto con il referendum l'eliminazione della remunerazione del capitale investito pari al 7%. Come minimo il Sindaco avrebbe dovuto votare no per coerenza.

Alla meraviglia subentrò la rabbia e l'idea da parte di numerosi comitati di presentare un ricorso al Tar contro quella scellerata idea. Fra gli altri motivi che ci portavano a contrastare quella delibera era il numero legale dell'assemblea in cui era stata approvata: solo il 46,62% delle quote quando invece dal loro stesso statuto all'art 11 si dice chiaramente che l'aumento delle tariffe può essere deliberato con la maggioranza qualificata di 2/3 in prima convocazione e 1/2 in seconda. Quella era la seconda convocazione, probabilmente non conoscono neanche il loro stesso statuto. Questo aumento era stato chiesto dalla GORI per "equilibri di bilancio", e veniva approvato senza avere la documentazione che supportava il disavanzo di bilancio, ma solo sulla scorta della proiezione dei disavanzi degli anni addietro. Il tutto accadeva mentre la procura della repubblica di Torre Annunziata indagava non solo sugli appalti e le consulenze affidate dalla Gori e, in alcuni casi, subappaltate ad altre società,ma anche sulla lista fantasma delle assunzioni clientelari.

In base a questi presupposti avevamo chiesto l'annullamento della delibera dell’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano n. 5 del 2 agosto 2011 nella parte in cui veniva approvato un aumento delle tariffe del Servizio Idrico Integrato. In data 4 aprile il Tar lo ha accolto e ha annullato gli atti impugnati. Oggi è proprio una bella giornata. I tuoi debiti noi non li vogliamo. (leggi la sentenza).

Roberto Dei

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Per la Gori Spa
, voluta dal Partito Democratico di Michele Caiazzo nel 2004 e sostenuta anche dall'attuale Sindaco Pdl Lello Russo, oggi è proprio un brutto giorno. A metà anni 2000 le amministrazioni di centro-sinistra cedettero alla Gori spa la nostra Acqua. Da allora le bollette aumentano insieme ai disservizi. La Gori è una società privata a tutti gli effetti, che fa profitti sulla nostra acqua ridistribuendoli a multinazionali come Suez che attraverso la società ACEA ricavano utili senza di fatto restituire alcun beneficio. E' sotto gli occhi di tutti il continuo deterioramento delle nostre reti idriche e l'assenza di investimenti. Per non parlare dei diversi milioni di euro di deficit contratti dalla società.
Michele Caiazzo (cugino dell'omonimo ex-sindaco) è stato il vice-presidente della Gori per tutta l'epoca "bassoliniana". Una volta fallito il Partito Democratico per indecenza, è arrivato quest'altro Sindaco che, fregandosene altamente del referendum del 12 e 13 giugno 2011 in cui il 59% dei Pomiglianesi aveva votato per la ripubblicizzazione dell'acqua, ad agosto ha votato, presso l'assemblea ATO3, gli aumenti in bolletta Gori (circa il 20% in più).

Ma i comitati, le associazioni di consumatori, e i singoli cittadini che si battono da anni contro la Gori e per l'acqua pubblica, hanno presentato un unico grande ricorso al Tar per invalidare quella votazione. Gli avvocati della Rete Civica Ato3 come Giuseppe Grauso hanno seguito passo passo tutto il ricorso che è stato vinto. E' un grande giorno per i movimenti, gli aumenti in bolletta erano illegittimi! Un'altra sconfitta per tutti quei partiti che hanno spinto la nostra acqua nelle logiche di profitto delle multinazionali, impoverendoci ulteriormente. Un grande abbraccio a Padre Alex Zanotelli, Consiglia Salvo, Raphael Pepe e tutti gli quelli che hanno ispirato questo bellissimo movimento di cittadini. Prossima fermata: la chiusura definitiva della GORI!

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Lello Russo (PDL), un Sindaco che soffre di sdoppiamento della personalità. Lo abbiamo visto con i nostri occhi al banchetto in piazza a giugno 2010 (il giorno del primo Flash Mob per l'Acqua Pubblica) firmare a sostegno del Referendum che il 12 e 13 giugno 2011 riporterà il 59% di affluenza e il 98% di SI a Pomigliano. Poi nell'estate del 2011 insieme agli altri sindaci vesuviani, lo stesso Russo promuove e vota una delibera che aumenta le tariffe idriche anche a Pomigliano (la bolletta della Gori per intenderci) di circa il 30%. La storia si ripete (come per i comparti edilizi) c'è un Russo dottor jekyll e un Russo mister hyde.

Anche questa volta il Partito Democratico non lo lascia solo: è il caso di ricordare Onofrio Piccolo candidato perdente del Pd alle scorse elezioni comunali, che prima fu parte attiva (assessore, vicesindaco, capogruppo) delle giunte DS che portarono la Gori spa a Pomigliano e le clientele che ne derivarono tutt'ora esistenti. Poi durante la campagna elettorale, una volta finito al ballottaggio (prima non aveva proferito parola sul tema), per ingraziarsi gli elettori sensibili (credeva lui) lanciò un comunicato in cui dichiarava che la gestione dell'Acqua doveva essere "a tutti i livelli Pubblica". E fu così che perse le elezioni con oltre il 10% di scarto!

Questa volta non ci fregano: la delibera con cui Russo e colleghi hanno votato l'aumento delle tariffe idriche in Ato3 è illegittima. Tutti i Cittadini sono invitati al presidio che si terrà davanti al TAR in piazza municipio Napoli mercoledì 23 novembre dalle 9.30 alle 12.30 in occasione dell'udienza del ricorso per l'ANNULLAMENTO DELLA DELIBERA DELL'ASSEMBLEA DELL'ENTE D'AMBITO SARNESE-VESUVIANO N.5/2011 NELLA PARTE IN CUI HA APPROVATO UN AUMENTO DELLE TARIFFE DEL S.I.I.

LEGGI LA DELIBERA | LEGGI IL RICORSO | ADERISCI ALL'EVENTO

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“Lavorerò per aiutare il processo di pubblicizzazione dell’acqua a Napoli dall'interno dell'Arin spa e nel momento in cui dovesse essere evidente che ciò non è possibile, non avrò nessuna difficoltà a dimettermi immediatamente”. Queste le parole di Domenico De Falco attuale Consigliere d'Amministrazione in quota Rifondazione Comunista dell'ARIN spa, società che ha la gestione idrica del comune di Napoli.

Le dichiarazioni risalgono a fine luglio 2010 quando a Pomigliano era quasi finita la campagna di raccolta firme per promuovere il Referendum abrogativo per la ripubblicizzazione dell'Acqua, promosso dai Forum Nazionali per l'Acqua. Domenico De Falco era stato per tutto il periodo della raccolta firme, uno dei referenti zonali del Forum Campano. A Pomigliano d'Arco le firme raccolte ogni domenica (quasi 1500), venivano consegnate a lui. Una delle ultime sere di luglio arriva la notizia che SeL e Rifondazione Comunista avevano chiuso un accordo con il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino per piazzare due dei loro nel CDA dell'ARiN. Domenico De Falco era il Consigliere entrato in quota Rifondazione Comunista.

I Comitati Regionale e Nazionale si schierarono assolutamente contro. La campagna referendaria si batteva contro la privatizzazione dell'Acqua, ed era fortemente contraddittorio che i due partiti in questione, che avevano sostenuto la battaglia fino ad allora, si fossero “buttati” nel CDA di una SPA dell'Acqua. Questa scelta scellerata ricadde inevitabilmente sulla credibilità della battaglia referendaria. De Falco chiese di voler incontrare il Comitato di Pomigliano per chiarimenti: alla riunione, in qualità di suo “scudiero” c'era anche Tommaso Sodano che era ed è uno dei “maggiori” esponenti di quello che resta di Rifondazione Comunista, nonché Consigliere Provinciale. Non ci sarebbe da meravigliarsi se l'accordo per far entrare Domenico De Falco nell'Arin l'avesse chiuso proprio lui. Anche perché guarda caso De Falco era stato candidato alle ultime elezioni provinciali di Napoli, in una lista che sosteneva proprio Tommaso Sodano Presidente: i casi della vita. Facendo un sunto delle loro spiegazioni che tra l'altro nessuno aveva chiesto, ci dissero che le cose si potevano cambiare dall'interno, che la Iervolino aveva dato piena certezza per la conversione dell'Arin in società di diritto pubblico e che se entro 5 mesi non cambiava nulla, De Falco si dimetteva.

Non c'abbiamo mai creduto ma ad ogni modo siamo arrivati alla resa dei conti: a fine ottobre, la giunta comunale di Napoli aveva approvato una delibera che affidava a un gruppo di lavoro il percorso di trasformazione dell'Arin. Il gruppo si è perso strada facendo. A metà dicembre poi la Corte Costituzionale ha stabilito che in materia di mercato le leggi le fa lo Stato e non le Regioni. Il comune di Napoli ha subito fatto marcia indietro e il 14 dicembre avrebbe già messo ai voti una nuova delibera che trasforma l'Arin in ente privato a controllo comunale, imponendo la graduale cessione annuale ai privati del 40, 60, 70 per cento.

Di fronte a questa scelta Alex Zanotelli e l'avvocato dei Comitati per l'Acqua Maurizio Montalto, sono insorti. Il Comitato Campano è già sul piede di guerra. La sentenza secondo il legale non avrebbe effetto per la nostra regione perché non è tra quelle che avrebbero presentato il ricorso. Ad ogni modo il Comune di Napoli non c'ha pensato due volte prima di fare marcia indietro (non che prima avesse fatto qualche passo avanti!).

Anche un bambino ormai ha capito che non sarà certo dall'interno dell'Arin che cambierà qualcosa, perchè è proprio lì che ormai non ci sono più (o non ci sono mai stati) ne la volontà politica ne i presupposti giuridici. Forse è arrivato il momento che Domenico De Falco e il suo stipendio da Consigliere d'Amministrazione di 3.000 € al mese e la base del suo partito di riferimento Rifondazione Comunista, presentino le dimissioni dal CDA.

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Domenica 05 Dicembre 2010 16:23

Riunione Comitato Acqua Pubblica Pomigliano

Riunione Comitato Acqua Pubblica Pomigliano 3 Dic. 10 from pomigliano.org on Vimeo.

Venerdì 3 dicembre si è svolta una riunione del Comitato per l'Acqua Pubblica di Pomigliano d'Arco. C'è stato un confronto con un funzionario dell'Arin che ha illustrato lo stato dei fatti in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale sulla concorrenzialità della gestione dell'acqua.

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L’acqua che beviamo deve ritornare pubblica, non è pensabile mercificare un elemento vitale, permettere che delle società per azioni (Gori SpA) facciano profitti sulla vita delle persone. Un Comune senza acqua non esiste. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Un passo dopo l’altro ci hanno tolto l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici) e ora anche l’acqua privatizzata nel silenzio generale, mentre dormivamo sogni tranquilli pensando che i nostri amministratori e politici pomiglianesi facessero i nostri interessi. E’ ora di svegliarci, riprenderci la gestione del servizio e dare un calcio nel sedere a chi, politico, si venderebbe anche l’anima per il potere e per i soldi. Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo? L’ASM (Azienda Speciale Municipalizzata) gestiva eccellentemente la rete idrica, non ci possono raccontare la solita storiella dell’inefficienza della gestione pubblica. In più il ramo dell’acqua era l’unico che portava profitto e dava stabilità all’azienda comunale oggi in passività per milioni di euro. il comune di Pomigliano non ci ha guadagnato nulla, i cittadini non ci hanno guadagnato nulla. Allora chi ci ha guadagnato? Guarda caso il vice presidente della Gori spa è Michelino Caiazzo omonimo e cugino di Michele Caiazzo, “dominus” di Pomigliano. Questi si vendono a pezzi il nostro comune, ci guadagnano personalmente e dicono pure che fanno i nostri interessi. Oggi pubblichiamo la proposta per l’Acqua per ricevere i vostri contributi.

ACQUA:

  • L’acqua deve ritornare pubblica;
  • Definire una quantitĂ  pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi;
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni;
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo;
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione;
  • ObbligatorietĂ  di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale;
  • Promozione uso acqua potabile comunale; - Promozione detersivi a basso livello di inquinamento;
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All'inizio doveva essere una semplice raccolta firme nella villa comunale poi è diventato qualcosa di molto più grande e in continuo movimento. Prima sono arrivati i gruppi musicali, poi chi voleva fare una mostra di pittura, altri hanno messo a disposizione l'impianto audio, inoltre ci sarà Padre Alex Zanotelli. Ormai la miccia è innescata, dopo il flash mob, il 12 giugno sarà il W-DAY, il giorno dell'acqua pubblica a Pomigliano. Decine di persone stanno portando idee per far crescere questo evento e chissà che per fine settimana non si rivoluzioni di nuovo tutto! Chiunque vorrà esibire una sua arte o una sua passione potrà farlo. Sarà un HAPPENING organizzato a COSTO ZERO, una giornata di grande musica in libertà con gruppi musicali, di ballo, mostre d'arte e con gli interventi di ALEX ZANOTELLI e Consiglia Salvo sul valore dell'acqua pubblica.

Un altro modo per dire ancora una volta NO alla privatizzazione dell'acqua. L'appuntamento è per sabato 12 giugno alle 11:00 alla Villa Comunale.

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Domenica 30 Maggio 2010 12:06

FLASH MOB ACQUA PUBBLICA Pomigliano d'Arco

Oggi domenica 30 maggio 2010 è stato un giorno importante. A Pomigliano d'Arco in piazza Primavera centinaia di persone libere hanno detto no alla privatizzazione dell'acqua immobilizzandosi per 2 minuti al suono di una tromba.

 

Il primo Flash Mob a Pomigliano. Spettacolare!

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Cosa è il flash mob? Il flash mob indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo. Ecco un ESEMPIO Il Comitato per l'acqua Pubblica di Pomigliano sta radunando tutti i cittadini interessati a farlo, a Piazza Primavera il 30 Maggio alle 12:30. Invitate parenti, amici e conoscenti, Piazza Primavera si dovrà bloccare per 2 minuti!!! Cosa occorre? Iscrivetevi all'evento su Facebook, Seguiranno indicazioni.

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La Democrazia, quella vera, ha bisogno di tempo per affermarsi con forza, perchè è presa di coscienza del valore di ogni singolo e di ognuno in relazione con gli altri, è lenta ma inesorabile. Il Movimento 5 stelle non ha espresso consiglieri nè in Regione nè al Consiglio comunale di Pomigliano, la scommessa più grossa, però, era un'altra: uscire dall'ombra in cui ci aveva relegati il sistema dell'informazione, avere l'opportunità di incontrare gente, al di fuori della rete, che avesse le nostre stesse idee, che intendesse la politica come servizio, come volontariato e non come privilegio. Questa scommessa è stata vinta. Siamo passati da pochi, pochissimi cittadini liberi e attivi a tanti. Persone che in quest'ultimo mese si sono impegnate in prima persona, che ci hanno messo la faccia ed il tempo perchè credevano nelle idee e nel progetto, senza alcun interesse che non fosse il bene collettivo. Il nostro impegno ha forse regalato la speranza in chi era completamente disilluso dalla politica. Oggi chi aveva iniziato tre anni fa l'esperienza del meetup, dalle raccolte firme dei Vday alle riprese del consiglio comunale non è più solo. Non siamo più soli, siamo un network. Era questa la sfida che ci siamo dati con queste elezioni, diventare tanti o scomparire. Continuare sempre a camminare a testa alta, non chinando mai la testa davanti all'arroganza del potere e affermando sempre la nostra libertà e la dignità di uomini e cittadini, ma ripensare alla nostra vita come un percorso individuale. Invece no, il percorso sarà sempre più collettivo. Sarà questa la nostra grande forza. Persone non numeri, anime non zombie che, liberamente ed interconnessi in rete, saranno una forza che cambierà il mondo. Grazie a chi ci crede e a chi ha deciso di dedicare un ritaglio della sua vita a tutti noi.

Oggi è partita la raccolta firme per promuovere il Referendum contro la privatizzazione dell'Acqua e ogni singolo cittadino deve sentirsi parte attiva del Comitato per l'Acqua pubblica di Pomigliano. Un comitato che non ha colore politico e che, come l'acqua, deve essere trasparente e di tutti. Da oggi, tutte le domeniche nelle principali piazze della città ci saranno banchetti per la raccolta firme per promuovere i tre quesiti referendari. Firma e partecipa all'organizzazione iscrivendoti al gruppo creato su Facebook.

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