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Domenica, 19 Maggio 2013

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

Quando furono realizzati, nessuno si è mai domandato come avrebbero fatto i cittadini diversamente abili ad accedere al parco? I tornelli al Parco Pubblico sono stati montati durante l'amministrazione Della Ratta, insieme alla recinzione e ai cancelli. Dovevano rappresentare l'opera di messa in sicurezza del Parco Pubblico, ma alla fine "in sicurezza" furono messi solo le centinaia di migliaia di euro spesi per realizzare e montare tutto quel ferro. 
Venerdì mattina, il comandante della Polizia Locale, ha disposto la rimozione di uno di quei tornelli che impedivano ai diversamente abili di accedere al parco dai parcheggi. C'è stato un tempo in cui le amministrazioni si sono illuse che alzando le inferriate e mettendo qualche tornello, il Parco sarebbe stato salvo dagli atti vandalici, e magari è anche vero, se non fosse per il fatto che questo parco non chiude di notte e non ha un servizio di guardiania. A che servono inferriate e tornelli così?
L'Associazione AGVH di Pomigliano d'Arco esulta per questo grande risultato, comunicando il suo entusiasmo attraverso la propria pagina facebook. Ne resta ancora uno da abbattere, prima lo si taglia meglio è. Poi speriamo che questa amministrazione comunale si convinca che il modo migliore per evitare atti vandalici è chiudere il Parco Pubblico di notte e assicurarne la sorveglianza di giorno. Eppure è così semplice...

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Questa settimana il Tar si è espresso sul ricorso presentato dai cittadini della rete civica Ato3 in merito agli aumenti del 25% sulla bolletta Gori. Il tar ha accolto il ricorso dei comitati, annullando gli aumenti delle tariffe e ribadendo che non erano giustificati in quanto non sono stati presentati i bilanci che dovevano dimostrare il deficit da colmare. Dopo questa grande vittoria, i comitati hanno organizzato un'assemblea per giovedì 3 maggio a Nola presso la Chiesa dell'immacolata per discutere la exit strategy dalla Gori. Tra gli invitati anche il Sindaco di Pomigliano, peccato che per recapitargli l'invito non è stato possibile inviargli una email, scopri perchè, guarda il video.

 

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Ci riferiamo a fatti scoperti subito dopo le elezioni del 2010. Quindi la domanda è retorica...
Sembrerebbe che appena insediato nel 2010 il nuovo Comandante della polizia locale di Pomigliano d'Arco, abbia fatto una scoperta sensazionale: le tre fiat punto modello 2003 in dotazione al corpo, erano costate oltre 40.000 euro l'una in tre anni. Le Fiat Punto erano a noleggio da una società di Firenze che dati i costi, era più che altro una ONLUS. Qualunque privato 5 anni fa avesse comprato una fiat Punto di quel modello l'avrebbe pagata nuova al massimo 9.000 euro, usata anche 5.000. Perchè si è preferito noleggiarle? tra l'altro a benzina?
Il nuovo comandante, arrivato a Pomigliano per meriti di graduatoria, non nominato dall'amministrazione di centro-destra quindi, oltre a questa assurdità, ha trovato anche 60.000 euro già stanziati destinati all'acquisto di sole tre auto, 20.000 ognuna! E' riuscito a riorganizzare la spesa e con una parte di quei fondi ha acquistato:

- quattro motociclette dal comune di Taranto (in fallimento) 3.000 euro l'una (due delle quali saranno cedute ad altri corpi di polizia);
- un furgonato Fiat Scudo a 3.000 euro;
- ha riscattato le 3 fiat punto noleggiate e vi ha installato il gpl, dimezzando i prezzi del carburante;
- ha acquisito dal parco auto sequestrate della Direzione Distrettuale Antimafia una Audi Sline (presto in circolazione) e una Fiat 500 appartenenti ad ex-camorristi e allestite con donazioni;
- la Lancia Delta attualmente in dotazione al Sindaco;
- il Suv Dacia attualmente in dotazione alla Polizia Locale;

Premesso che il Sindaco potrebbe anche MUOVERSI A PIEDI, con la sua macchina o con i mezzi, così saprebbe cosa provano gli studenti universitarii e i pendolari ogni santo giorno, e aggiunto che forse il Suv non era del tutto necessario, questa vicenda dimostra che i fondi per le Amministrazioni Comunali ci sono, esistono e che non c'è bisogno di alzare sempre le imposte comunali per pareggiare i conti, come invece sta facendo questa amministrazione di centro-destra.
Ancora una volta l'appartenenza di partito o di fazione c'entrano poco con l'amministrazione virtuosa dei beni pubblici, sono i singoli cittadini a fare la differenza: questo comandante, arrivato a Pomigliano per graduatoria e non per nomina, amministra in maniera "sana" i nostri soldi, facendo il suo dovere. La gestione virtuosa di tutti fondi comunali, ci permetterebbe di abbassare le imposte comunali e dare respiro alle attività imprenditoriali. Ad esempio, quanto spende in licenze software il comune di Pomigliano?

Inoltre viene da domandarsi, se al posto di questo comandante ci fosse stato un irresponsabile, la giunta comunale l'avrebbe controllato? Con le passate amministrazioni PD, a quanto pare non è stato così. Con la giunta attuale, a giudicare dai costi delle rotonde (150.000 euro quella sul Ponte), non sarebbe stato diverso...

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Estratto dal convegno "il futuro nel cuore dei giovani" svoltosi al Centro La Pira di Pomigliano d'Arco il 22 aprile 2012. Intervento di Michele Tufano del Movimento 5 Stelle, studente del Liceo Classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d'Arco. Per lui la politica è una cosa semplice, chiunque può farla, basta metterci la faccia e smetterla di delegare.

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Giovedì 19 Aprile 2012 14:19

I DEBITI della GORI non li paghiamo

 

Oggi 19 aprile è proprio una bella giornata. Finalmente il Tar si è pronunciato sul ricorso promosso dai vari comitati acqua pubblica (tra i quali anche quello di Pomigliano) la Federconsumatori e il comune di Visciano. Il 12 e 13 giugno 2011 si è tenuto il Referedum, il Sindaco di Pomigliano aveva anche firmato a favore dei due quesiti riguardanti l'"Acqua pubblica" durante la raccolta firme ai banchetti, ma udite udite, quando si è trattato di votare l'aumento delle tariffe del servizio idrico, il 2 agosto 2011, lui ha votato a favore. Un aumento del 20% in più in due anni, in barba al "popolo sovrano" che aveva ottenuto con il referendum l'eliminazione della remunerazione del capitale investito pari al 7%. Come minimo il Sindaco avrebbe dovuto votare no per coerenza.

Alla meraviglia subentrò la rabbia e l'idea da parte di numerosi comitati di presentare un ricorso al Tar contro quella scellerata idea. Fra gli altri motivi che ci portavano a contrastare quella delibera era il numero legale dell'assemblea in cui era stata approvata: solo il 46,62% delle quote quando invece dal loro stesso statuto all'art 11 si dice chiaramente che l'aumento delle tariffe può essere deliberato con la maggioranza qualificata di 2/3 in prima convocazione e 1/2 in seconda. Quella era la seconda convocazione, probabilmente non conoscono neanche il loro stesso statuto. Questo aumento era stato chiesto dalla GORI per "equilibri di bilancio", e veniva approvato senza avere la documentazione che supportava il disavanzo di bilancio, ma solo sulla scorta della proiezione dei disavanzi degli anni addietro. Il tutto accadeva mentre la procura della repubblica di Torre Annunziata indagava non solo sugli appalti e le consulenze affidate dalla Gori e, in alcuni casi, subappaltate ad altre società,ma anche sulla lista fantasma delle assunzioni clientelari.

In base a questi presupposti avevamo chiesto l'annullamento della delibera dell’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano n. 5 del 2 agosto 2011 nella parte in cui veniva approvato un aumento delle tariffe del Servizio Idrico Integrato. In data 4 aprile il Tar lo ha accolto e ha annullato gli atti impugnati. Oggi è proprio una bella giornata. I tuoi debiti noi non li vogliamo. (leggi la sentenza).

Roberto Dei

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Per la Gori Spa
, voluta dal Partito Democratico di Michele Caiazzo nel 2004 e sostenuta anche dall'attuale Sindaco Pdl Lello Russo, oggi è proprio un brutto giorno. A metà anni 2000 le amministrazioni di centro-sinistra cedettero alla Gori spa la nostra Acqua. Da allora le bollette aumentano insieme ai disservizi. La Gori è una società privata a tutti gli effetti, che fa profitti sulla nostra acqua ridistribuendoli a multinazionali come Suez che attraverso la società ACEA ricavano utili senza di fatto restituire alcun beneficio. E' sotto gli occhi di tutti il continuo deterioramento delle nostre reti idriche e l'assenza di investimenti. Per non parlare dei diversi milioni di euro di deficit contratti dalla società.
Michele Caiazzo (cugino dell'omonimo ex-sindaco) è stato il vice-presidente della Gori per tutta l'epoca "bassoliniana". Una volta fallito il Partito Democratico per indecenza, è arrivato quest'altro Sindaco che, fregandosene altamente del referendum del 12 e 13 giugno 2011 in cui il 59% dei Pomiglianesi aveva votato per la ripubblicizzazione dell'acqua, ad agosto ha votato, presso l'assemblea ATO3, gli aumenti in bolletta Gori (circa il 20% in più).

Ma i comitati, le associazioni di consumatori, e i singoli cittadini che si battono da anni contro la Gori e per l'acqua pubblica, hanno presentato un unico grande ricorso al Tar per invalidare quella votazione. Gli avvocati della Rete Civica Ato3 come Giuseppe Grauso hanno seguito passo passo tutto il ricorso che è stato vinto. E' un grande giorno per i movimenti, gli aumenti in bolletta erano illegittimi! Un'altra sconfitta per tutti quei partiti che hanno spinto la nostra acqua nelle logiche di profitto delle multinazionali, impoverendoci ulteriormente. Un grande abbraccio a Padre Alex Zanotelli, Consiglia Salvo, Raphael Pepe e tutti gli quelli che hanno ispirato questo bellissimo movimento di cittadini. Prossima fermata: la chiusura definitiva della GORI!

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Per chi non lo ricordasse, Fabio Molfesi è stato il direttore artistico della Pomigliano Danza. A novembre gli fu chiesto di lasciare il ruolo che ricopriva: l'amministrazione comunale aveva altri progetti per la "Pomigliano Danza" scuola appunto di proprietà del comune di Pomigliano d'Arco. 
Noi ci interessammo alla vicenda, se non altro perché la rivolta delle mamme e delle allieve della scuola non si fece attendere. Fabio Molfesi era stato per anni direttore e insegnante della scuola, e dopo aver saputo (ad anno accademico già avviato) che il maestro sarebbe cambiato, le mamme erano pronte in massa (circa il 70% delle iscritte) a seguirlo ovunque andasse. Per effetto di ciò le finanze della scuola comunale sarebbero crollate. Le male-lingue di allora non si risparmiarono: "Fabio Molfesi campa sulle nostre spalle", "se lascia la Pomigliano Danza perde il posto", "è uno sfaticato, la Pomigliano Danza merita ben altro", e via così... in poche settimane Fabio Molfesi fu rimosso, al suo posto fu nominato Agostino D'Aloia, già direttore in passato. Il sindaco non ha mai spiegato la vera ragione di questo atto.

A distanza di cinque mesi Fabio Molfesi ha fondato una scuola tutta sua, ha portato con se molte delle allieve della scuola comunale e promuove iniziative di beneficenza come quella per l'ospedale Santobono. Dalla Pomigliano Danza invece giungono notizie contrastanti: molti sostengono che si stia riprendendo dopo il tonfo di iscrizioni, altri criticano fortemente il nuovo stile "commerciale" della scuola resosi necessario per recuperare gli iscritti persi. Quello che è certo è che anche il nuovo C.D.A., così come il nuovo direttore, non si sono degnati minimamente di dare trasparenza alle attività della scuola, pubblicando quantomeno in rete l'esercizio di bilancio, il numero di iscritti, il programma finanziario, ecc. 

Chi c'ha guadagnato nel rimuovere Molfesi
? Forse l'unico è stato proprio lui, che ha accolto e per ora vinto l'ennesima sfida professionale.

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Giovedì 12 Aprile 2012 11:02

POMIGLIANO: 10 motivi per non tesserarsi al PD

In questi giorni il Partito Democratico di Pomigliano è in campagna acquisti, vanno a caccia di tessere. Non importa se non hai mai fatto un cazzo in quel partito, è il momento di farti la tessera, gli servi. Poi puoi anche "fregartene" per un altro anno. Ti inviano sms alle due di notte, "devi fare presto se la vuoi perchè domenica scade il tesseramento".
La tecnica è quella di ogni anno: una spolverata ai mobili della sede di partito, qualche adesivo sulla serranda, i giocatori di briscola che la occupano tutto l'anno vengono messi a piantonare il marciapiede esterno con il vestito d'occasione e gli "zombie" della vecchia amministrazione vengono richiamati in servizio a fare "folla" ogni sera. L'effetto sperato è quello del cavalluccio rosso di De Crescenzo: "scusate ma che è successo?". La sede del PD deve sembrare affollata, piena di gente "impegnata", chi passa con la macchina deve restare colpito.
Se il PDL in questa città non ha neanche più la vergogna di lanciare campagne di tesseramento, il Partito Democratico continua imperterrito a credere nella stupidità dei cittadini. 
Ci sono almeno 10 BUONI MOTIVI per non tesserarsi e ricominciare a fare politica intorno alle iniziative, ai comitati e ai movimenti dove le tessere non esistono ed è solo la voglia di lavorare a rendere differente l'uno dall'altro :

1) Il PD ha privatizzato l'Acqua a Pomigliano "regalandola" alla Gori. Una società che fa profitti sulla nostra Acqua distribuendoli a sua volta a società come ACEA spa partecipata della multinazionale francese Suez. E' la nostra Acqua, quella che l'Asm gestiva benissimo a Pomigliano e che il 60% dei pomiglianesi ha chiesto che torni pubblica con il referendum del 12-13 giugno 2011. Il vice-presidente della Gori è stato per tutta l'era Bassolino un tale Michelino Caiazzo, cugino di Michele (ex-sindaco di Pomigliano). Il Pd di Pomigliano è stato la regia della privatizzazione;

2) Sono sempre le stesse persone che da 20 anni "campano sulle nostre spalle". Michele Caiazzo in primis che oltre ad essere stato vicesindaco e consigliere comunale negli anni 90, mentre era Sindaco dal 95 era anche Consigliere Provinciale e Regionale, e poi ricandidato nel 2010 contemporaneamente al Consiglio Comunale e Regionale. La seconda gli è andata male, ma da consigliere regionale uscente ha intascato una "liquidazione" da capogiro. Per non parlare degli stipendi che ha percepito da bravo affiliato "alla Casta spa". E' sempre lui oggi "il dominus del partito" a Pomigliano;

3) Non esiste un solo PD a Pomigliano, ma almeno 3-4 correnti che si combattono a suon di tessere. Nei partiti, in tutti i partiti, funziona così: chi ha più tessere vince. Un pò come nei "clan" dove chi ha più uomini e armi è il più potente. Le tessere, a volte anche di morti, sono la strada per risalire la china. Una volta tesserato, meno fastidio dai meglio è. Questa gente ha fatto così ribrezzo in passato che i cittadini (abbagliati dal vecchio che avanza), per punirli hanno avuto lo stomaco di votare un Sindaco di 73 anni, che negli anni 80-90 (quando già era stato sindaco e senatore) era chiamato "BOKASSA"! E' soprattutto per loro demerito che Nicola Cosentino, Luigi Cesaro e accoliti oggi usano questa città come "porcellino salvadanaio".  Potevano votare Movimento 5 Stelle, peccato.

4) Hanno la responsabilità di aver distrutto ogni fiducia dei pomiglianesi nella politica. Quella che oggi i comitati civici stanno cercando di ricostruire con molta difficoltà. Gente come Onofrio Piccolo, Michele Caiazzo, Giuseppe Esposito, Eduardo Riccio, Antonio Della Ratta hanno fatto parte di giunte nelle quali i temi della "partecipazione", del "bilancio partecipato", della "cittadinanza attiva" sono stati strumentalizzati esclusivamente per le campagne elettorali e per intercettare i finanziamenti europei. Come dimenticare il manifesto sulla "cittadella scolastica" che Michele Caiazzo cacciava ad ogni campagna elettorale? Non parliamo poi di Agenda 21...sedotti e abbandonati. E sono proprio loro oggi a formare i due terzi del gruppo consiliare Pd all'opposizione. Con quale credibilità?;

5) Sono tutt'altro che democratici. Non solo hanno cacciato dal Consiglio Comunale i ragazzi del Movimento 5 Stelle con la minaccia di farli sgomberare dai vigili urbani, perchè per trasparenza stavano filmando le sedute del consiglio comunale, ma non hanno neanche mai chiesto le dimissioni del consigliere comunale che aggredì i ragazzi del Movimento 5 Stelle durante un convegno del PD;

6) Hanno cementificato questa città con un piano regolatore che non prevede neanche le minime innovazioni in materia di energie alternative e eco-compatibilità. Inoltre hanno aperto al rischio che tutto quel cemento faccia gola alla camorra. Il Pdl ringrazia;

7) Per averci lasciato una società come l'Enam, con 2 milioni di euro di debiti e chissà quanti impiegati in più. Una società che questi del Pdl hanno affidato ad un ex-commissario di sezione vicino a Cesaro (abbiamo detto tutto);

8) Hanno tenuto per 15 anni le periferie di Pomigliano in una condizione da terzo mondo: senza fogne, illuminazione e condizioni minime di vivibilità "alzando la palla" all'attuale amministrazione che nel 2012 si sta addirittura vantando di aver realizzato le fogne!;

9) In 15 anni hanno sempre finto di fare la raccolta differenziata, tra l'altro portando al fallimento la Pomigliano Ambiente con un buco che i più cauti stimano intorno ai 30 milioni di euro;

10) Tutte le strutture sportive che sono state realizzate con fondi pubblici negli anni in cui governava il PD, sono state svendute a privati che non offrono alcuna agevolazione consistente per i residenti: Piscina Comunale, centro Sandro Pertini, Centro Antonino Caponnetto, ecc. e sono stati loro ad iniziare con le privatizzazioni e le speculazioni, ad esempio con lo scandalo Applauso e il Parco di Città.

(in foto: fotomontaggio con foto da profilo facebook)

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Martedì 03 Aprile 2012 12:53

PASSEGGIATA ANTIRACKET A POMIGLIANO (il video)

| FOTO |

Ieri pomeriggio a Pomigliano si è svolta la consueta passeggiata Antiracket tra i negozi. L'Associazione Antiracket di Pomigliano ha contribuito in maniera determinante alla battaglia per la legalità. Nell'ottobre del 2011 permise l'arresto di un Consigliere Comunale e dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Pomigliano, condannati poi per tangenti ed estorsione. L'Associazione convinse l'imprenditore che subiva la loro estorsione a denunciarli.  Questa passeggiata ha la funzione di ricongiungere i negozianti, ma in generale la cittadinanza, alle forze dell'ordine. Viviamo in un momento drammatico per il commercio a Pomigliano, molti titolari di esercizi commerciali stanno ricorrendo all'usura per far quadrare i bilanci, altri "sopravvivono", molti chiudono. L'ultima cosa di cui hanno bisogno è pagare il "pizzo di pasqua": quello camuffato da "donazione per le famiglie dei detenuti". 
Spesso c'è diffidenza nelle forze dell'ordine, distanza. Ma l'unica strada per uscire dal ricatto delle organizzazioni criminali è denunciare. Mettersi in contatto con un'associazione come quella Antiracket è un modo per confidare il disagio che si sta vivendo senza ancora interessare le forze dell'ordine. CONTATTI

 

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Per far uscire le notizie in questa città bisogna beccarsi anche un pò di insulti da coloro che in passato l'hanno amministrata (male secondo noi) senza far trapelare neanche una parola di quello che facevano. Un pò come l'amministrazione attuale...

Di chi sono i pannelli solari che troviamo al comune, sulle scuole elementari e nel parco Pubblico di Pomigliano? Di una società, una Srl chiamata Enam phv, partecipata del Comune, che gestisce la vendita di corrente elettrica, il pagamento del finanziamento (su 15 anni) e gli eventuali utili. Insomma, il Comune, le scuole, il parco pubblico, non sono alimentati da quei pannelli che vedete. Tanto meno ricavano proventi dalla vendita di energia. Un altro bel regalo del Partito Democratico di Pomigliano! 
Vincenzo Gaudiano, ex assessore e candidato consigliere delle giunte Caiazzo-Della Ratta, è stato Presidente di Enam phv fino ad un anno fa (nel precedente articolo lo si indicava come Presidente in carica). Questa società, che a sua volta è diretta discendente dell'Enam spa (quella dei rifiuti), è stata creata appositamente per "l'operazione pannelli" ed è l'unica che giova dalla vendita di corrente elettrica. I suoli comunali sono in comodato gratuito, quindi l'Enam phv non paga nulla per l'installazione di quei pannelli sui tetti e nel parco. Bell'affare!

Perché, invece di fare queste acrobazie finanziarie, l'amministrazione Della Ratta/Caiazzo del Partito Democratico (al tempo in carica) non ha provveduto direttamente all'allestimento dei pannelli, così da alimentare gli edifici pubblici su cui oggi si trovano?
Non è compito di un Comune gestire la produzione di energia elettrica come fossimo imprenditori del fotovoltaico: Pomigliano non è l'Enel! Bensì sarebbe stato auspicabile ristrutturare energeticamente gli edifici comunali della nostra città, così da abbassare i costi dei consumi e ricavare fondi da destinare a nuovi investimenti. Ad esempio nel Parco Pubblico!

Inoltre, l'Enam s.p.a e l'Enam phv sono delle società di proprietà del Comune, decisioni così importanti come quella di occupare suoli pubblici per 20 anni con pannelli solari appartenenti ad una società di diritto privato, andrebbero fatte passare per il Consiglio Comunale o addirittura per una consultazione popolare (di cui il PD si è scoperto sostenitore da quando è passato all'opposizione).
Invece (illegittimamente dal punto di vista politico) fu solo il Sindaco Della Ratta/Caiazzo a guidare l'"operazione pannelli", causando non pochi danni per la collettività: infatti se oggi il Comune volesse iniziare una nuova politica energetica basata sul solare e sullo scambio sul posto, per ammortizzare il consumo di elettricità negli edifici comunali, non potrebbe farlo, visto che i tetti e i parcheggi del Parco sono occupati per almeno i prossimi 15 anni. Ma tranquilli, finché c'è questo Sindaco il problema non si pone...

C'è da domandarsi però se è compito di un'amministrazione che dura in carica 5 anni avviare mega-progetti di vendita di energia su 15-20 anni "regalando" tetti e suoli comunali. E' gradita la replica di qualche altro "pidino"...

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