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Lunedi, 22 Dicembre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

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L’acqua che beviamo deve ritornare pubblica, non è pensabile mercificare un elemento vitale, permettere che delle società per azioni (Gori SpA) facciano profitti sulla vita delle persone. Un Comune senza acqua non esiste. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Un passo dopo l’altro ci hanno tolto l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici) e ora anche l’acqua privatizzata nel silenzio generale, mentre dormivamo sogni tranquilli pensando che i nostri amministratori e politici pomiglianesi facessero i nostri interessi. E’ ora di svegliarci, riprenderci la gestione del servizio e dare un calcio nel sedere a chi, politico, si venderebbe anche l’anima per il potere e per i soldi. Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo? L’ASM (Azienda Speciale Municipalizzata) gestiva eccellentemente la rete idrica, non ci possono raccontare la solita storiella dell’inefficienza della gestione pubblica. In più il ramo dell’acqua era l’unico che portava profitto e dava stabilità all’azienda comunale oggi in passività per milioni di euro. il comune di Pomigliano non ci ha guadagnato nulla, i cittadini non ci hanno guadagnato nulla. Allora chi ci ha guadagnato? Guarda caso il vice presidente della Gori spa è Michelino Caiazzo omonimo e cugino di Michele Caiazzo, “dominus” di Pomigliano. Questi si vendono a pezzi il nostro comune, ci guadagnano personalmente e dicono pure che fanno i nostri interessi. Oggi pubblichiamo la proposta per l’Acqua per ricevere i vostri contributi.

ACQUA:

  • L’acqua deve ritornare pubblica;
  • Definire una quantitĂ  pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi;
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni;
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo;
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione;
  • ObbligatorietĂ  di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale;
  • Promozione uso acqua potabile comunale; - Promozione detersivi a basso livello di inquinamento;
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La Connettività gratuita per i residenti nel Comune è una stella del MoVimento Pomigliano Cinque Stelle. Quando la Rete si diffonderà in tutta Italia per questa classe politica che campa di menzogne sarà la fine. Bisogna far passare il concetto che la connettività è uno dei beni fondamentali della società moderna, magari scriverlo nello Statuto Comunale, come avremmo dovuto scrivere che la gestione del servizio idrico, l’Acqua, è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Invece siamo arrivati tardi. Ci dovrebbe essere una rete comunale che distribuisca la connettività gratuitamente agli abitanti ma anche a chi viene da fuori. Sulla rete civica può passare la telefonia a costo zero; i cittadini potrebbero parlare gratuitamente tra loro, con un semplicissimo software come Skype. Si potrebbero trasmettere e diffondere gratuitamente le sedute del Consiglio Comunale come, per altro, facciamo da un anno, ma costretti a pagare un gestore telefonico per un servizio spesso inaffidabile e lento. Così tutti voi e non solo questo blog, potreste con la vostra web-cam o con il vostro telefonino, mandare in rete quello che succede in Consiglio Comunale. Insomma, le applicazioni sono tantissime: pensate, per esempio, al telesoccorso. Tutto questo sarebbe possibile con reti wireless che hanno dei costi di installazione e di manutenzione estremamente bassi e possono essere sistemate quasi ovunque. Inoltre un ripetitore Wi – Fi emette onde elettromagnetiche circa venti volte inferiori rispetto a un telefonino che portiamo addosso. Per la loro natura queste onde se non si ricevono a pochi metri di distanza, sono già attenuate in natura. Il motivo per cui non se ne parla proprio nel nostro comune è che la connessione internet gratuita danneggierebbe il settore delle telecomunicazioni. La politica andrebbe a mettersi contro i poteri forti con i quali è abituata ad andare a braccetto. Inoltre la connettività gratuita significherebbe maggiore accesso all’informazione, quindi maggiore trasparenza e maggiore controllo dei cittadini sull’operato degli amministratori pubblici. Uno tsunami per i nostri politici pomiglianesi. Oggi pubblichiamo la proposta sulla Connettività per ricevere i vostri contributi. Commentate, commentate, Commentate…

CONNETTIVITA’: -

  • wi fi libero e gratuito;
  • pubblica amministrazione online (dipendenti che rispondono via skype, modulistica online, compilazione richieste online);
  • fornitura gratuita ad ogni cittadino che ne faccia richiesta di una casella di posta elettronica certificata che permette di inviare documenti online con lo stesso valore legale di una raccomandata;
  • creazione di punti pubblici di telelavoro;
  • installazione di chioschi telematici in rete con le universitĂ  (così da da usufruire dei servizi senza doversi recare in sede);
  • digitalizzazione della biblioteca comunale, possibilitĂ  di consultare i testi da casa;
  • corsi di alfabetizzazione informatica gratuiti per tutti i cittadini;
  • Tutte le strutture pubbliche dotate di wi fi (aula cosiliare, biblioteca comunale, parco pubblico, ecc.)
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L’ambiente è tutto. Ogni aspetto della nostra vita è riconducibile all’ambiente: salute, trasporti, edilizia, agricoltura, rifiuti. La qualità della nostra vita è ambiente. Ci vogliono convincere che la vita è merce. Siamo l’unico essere vivente che non vive a rifiuti zero. Vogliamo consumare tutto, mangiarci la Terra stessa. Questo non è possibile, l’ambiente non è di nostra proprietà, non è un prodotto, un derivato, un’obbligazione. L’ambiente siamo noi ed è l’unica vera eredità che lasciamo ai nostri figli. Non è materia per politici di professione, per banchieri, per società per azioni. L’ambiente non è denaro contante. I Comuni non possono prostituire il territorio, è un reato, un delitto, forse il più infame. Il Comune di Pomigliano, pur avendo più di cento dipendenti addetti alla raccolta rifiuti porta a porta, finge di fare la raccolta differenziata. E questo perchè sta alimentando una gestione dei rifiuti che serve ai profitti delle SPA, proprietarie di discariche e inceneritori, con le quali i politici di destra e di sinistra vanno a braccetto. Differenziare i rifiuti significherebbe sottrarre combustibile agli incenertori e boicottare l’intero sistema delle discariche. Finchè avremo questi politici a governare il nostro territorio non cambierà mai nulla. La futura amminitrazione di Pomigliano dovrà contrastare questo sitema di morte e di profitto. Il rifiuto è una risorsa. Paghiamo una vera e propria tangente per la raccolta ed il conferimento dei rifiuti in discarica quando invece le aziende ci pagherebbero per avere la nostra immondizia differenziata. Chi ci sta guadagnando? La domanda è sempre la stessa e anche la risposta: le SPA e i politici al loro servizio. Se guardate i programmi di Pd, Pdl e Udc, sono gli stessi: discariche e inceneritori. Chiedete da che parte stanno i vostri politici pomiglianesi: da Caiazzo (Pd) a Lello Russo (Pdl), passando per Nunzio Testa (Udc). I loro partiti sono delle vere e proprie SPA, fanno profitti sulla salute delle persone. A marzo si scanneranno in una guerra all’ultimo voto ma per noi non cambierà nulla perché i programmi sono gli stessi. Dalle inchieste della magistratura sul ciclo dei rifiuti affiorano i nomi di politici di destra e di sinistra (Bassolino e Cosentino), camorra, casalesi e SPA. Basta! Da oggi i politici che non si schierano contro questo sistema saranno ritenuti complici. Il modello al quale si deve guardare è Rifiuti Zero (o zero waste). Si deve differenziare tutto e quello che non può essere differenziato và eliminato dalla produzione. Dove non c’è riciclo c’è un errore. Oggi pubblichiamo la proposta su Rifiuti, Uso del territorio, edilizia e urbanistica per ricevere i vostri contributi. Commentate, commentate, Commentate…
AMBIENTE:

  • Immediata adozione della politica Rifiuti Zero;
  • Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti;
  • La politica energetica del Comune va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi, e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perchĂ© la diminuzione della domanda libera grandi quantitĂ  di denaro che può essere reinvestito nelle fonti rinnovabili;
  • Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
  • La nostra idea di fondo è il blocco dell’espansione edilizia delle aree urbane e il rilascio di concessioni edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico. Il PRG di Pomigliano nella zona B prevede la “sola” sopraelevazione degli edifici esistenti, fino a tre livelli fuori terra e per un massimo di 10,50 metri di altezza. Lo strumento urbanistico consente di costruire sul costruito e nei lotti interclusi delle aree urbanizzate ma non consente l’estensione in orizzontale dei fabbricati, che soffocherebbe la cittĂ . Questa vincolata opportunitĂ  di costruzione edilizia si scontra però con il nuovo Piano Casa di Berlusconi, approvato con voto bipartisan in Consiglio Regionale. L’altro pericolo sono i comparti previsti dal PRG nei quali non si capisce bene cosa si realizzerĂ , se una bella speculazione edilizia o sarĂ  dato piĂą spazio al verde. La nuova amministrazione di Pomigliano dovrĂ  permettere ai cittadini di disegnare il proprio territorio, i comparti dovranno essere disegnati dai cittadini non dagli speculatori.
  • Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di migliorare i microclimi urbani, aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli e potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento CO2;
  • Valutazione strategica dell’impatto ambientale per qualsiasi intervento sul territorio; - Recupero delle acque piovane canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo per sciacquoni e irrigazione;
  • Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, possibilitĂ  di contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati;
  • Pubblicazione dei risultati delle analisi dell’acqua della cittĂ  sul sito del comune di Pomigliano.
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Lo sviluppo di una città passa attraverso una gestione sostenibile dei trasporti, dell’energia, dell’istruzione, dell’agricoltura, della salute e dello sport. Se le città fossero liberate dal traffico privato, si arriverebbe prima ovunque e questo vale soprattutto per chi usa l’auto. Se i mezzi pubblici fossero elettrici o a idrogeno si respirerebbe meglio. Se Pomigliano avesse come priorità le piste ciclabili al posto dei parcheggi, si potrebbero portare a scuola i bambini pedalando, invece di parcheggiare il SUV in doppia fila. Nella nostra citttà le piste ciclabili vanno verso l’ignoto, non hanno utilità. Sono ridotte a corsie preferenziali per motorini e habitat naturale di cani randagi e malintenzionati. Il Comune dovrebbe incentivare il trasporto pubblico ed estendere il suo raggio a tutta la città. A Pomigliano le poche navette che partono dalla stazione della circumvesuviana non hanno orari precisi perchè restano per ore bloccate nel traffico, che senso ha? Allo stesso tempo il trasporto privato, dove non è necessario, va vietato. Le auto in città vanno contingentate, dopo un certo numero vanno proibite.

Il suolo pubblico non è della FIAT. A certe ore del giorno Pomigliano è un mega ingorgo di auto che vanno tutte nella stessa direzione, con a bordo una o al massimo due persone. Basterebbe un servizio di navette che facesse il giro di tutta la città, continuamente. Siamo il comune delle assurdità: abbiamo strutture pubbliche ultimate da anni e non ancora aperte come l’ex-distilleria a via roma ed il palazzo baronale sede di una biblioteca digitale inutilizzata. Intanto gli studenti non hanno spazi dove poter studiare e le associazioni, come l’AGVH che si occupa di assitenza ai disabili, sono relegate in ruderi dell’epoca fascista. E’ assurdo che mentre la città vive un brutto periodo dovuto soprattutto alla crisi FIAT si dia il colpo mortale al commercio cittadino investendo milioni di euro pubblici in quelli che la politica chiama “incubatori d’impresa” che altro non sono che speculazioni edilizie atte ad arricchire i soliti noti. Quando la strada commerciale per antonomasia, via Ercole Cantone, aspetta il rifacimento dei marciapiedi da vent’anni. E’ assurdo che negli ultimi 10 anni a Pomigliano siano stati costruiti edifici sportivi che poi il Comune ha regalato ad associazioni come la Pomilia e l’Acquachiara che applicano le stesse tariffe di altre associazioni sportive che nel libero mercato pagano il fitto e le spese delle strutture. I soldi dei cittadini sono stati spesi a vantaggio di pochi, naturalmente la politica si è assicurata un serbatoio di voti certi. Ma tutto questo che sviluppo ha portato alla nostra città, oggi stritolata tra l’industria automobilistica che vorrebbe togliere le tende e la politica degli interessi personali?

Oggi pubblichiamo la proposta su Trasporti, Disabili, Sapere, Economia, Sport. Lasciate un vostro commento.

TRASPORTI

  • Definizione di un piano di trasporti pubblici non inquinanti;
  • Dotazione di una rete di piste ciclabili “sicure” che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico ( scuole, municipio, uffici pubblici, aree commerciali ecc) - Istituzione di parcheggi comunali per le biciclette;
  • Pedonalizzazione del centro cittadino;
  • Favorire con apposite convenzioni i servizi di car sharing e di bike sharing;
  • Navette pubbliche per il trasporto dei bambini a scuola;
  • Incentivi per le bici elettriche e bici normali. Il Comune dĂ  incentivi consistenti per l’acquisto di bici elettriche. Maggiore pubblicitĂ  all’assicurazione contro il furto giĂ  attiva.
  • Parcheggi comodi per i ciclomotori, molto comodi per i motorini elettrici. Le auto occupano uno spazio eccessivo per spostare una sola persona. Combattere il traffico significa favorire mezzi piĂą piccoli come i ciclomotori.
    DISABILI
  • Realizzazione immediata di un piano urbano per la mobilitĂ  dei disabili, con la consulenza di questi ultimi alla definizione del progetto;
  • Finanziamenti a strutture private che operano nel trasporto dei disabili.
  • Forte inasprimento delle sanzioni e eventuale ritiro dell’auto per un periodo da tre a sei mesi per chi parcheggia sugli scivoli per i disabili;
  • Abbattimento delle barriere architettoniche per l’accesso a edifici pubblici e privati e adeguamento dei servizi igienici;
  • Controlli piĂą stringenti sui falsi permessi per disabili;
  • Percorsi facilitati ed assistiti per i non vedenti, anche con l’ausilio della tecnologia;
    SAPERE
  • Luoghi di studio e di incontro aperti almeno fino alle 22 per gli studenti, utilizzando le strutture giĂ  disponibili della ex Distilleria (Via Roma) e del Palazzo Baronale (Piazza Municipio), e mettendole in rete con le universitĂ ; - Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole elementari e materne;
  • Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuitĂ , con l’accessibilitĂ  via Internet in formato digitale; - Insegnamento obbligatorio della lingua inglese negli asili;
    ECONOMIA
  • Agevolazioni per l’insediamento di punti pubblici di telelavoro;
  • Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio;
  • Stop a nuovi centri commerciali di grandi dimensioni;
  • Riqualificazione delle strade commerciali esistenti e potenziamento del trasporto pubblico;
  • Promozione di negozi di vicinato e medie superfici integrate nel contesto urbano che consentono di limitare il ricorso alle auto e di dare piĂą lavoro, come sul modello di Rosta Nuova;
  • Incentivazione di mercatini agricoli per vendere i prodotti dei contadini direttamente ai consumatori;
  • Stop al consumo di suolo agricolo che stritola l’agricoltura tra capannoni, villette e strade. Promozione e rilancio degli orti urbani di quartiere aprendoli ai giovani.
    SPORT
  • Rescissione immediata di tutti i contratti di gestione delle strutture sportive con successiva gestione comunale degli spazi sportivi, applicando obbligatoriamente tariffe piĂą basse rispetto ai privati;
  • Istituzione di eventi sportivi comunali ( Stracittadina, Tornei, Ciclopasseggiate, ecc.)
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