ACERRA BRUCIA E POMIGLIANO RESPIRA...

L'altra notte, in un'area militare sorvegliata, quale dovrebbe essere quella dell'inceneritore di Acerra, sono andate a fuoco tonnellate di ecoballe. Una montagna di fuoco che ha sparso sostanze cancerogene su tutto l'agro nolano-acerrano, sostanze dannose per la salute che si sono andate a depositare sui frutti dei nostri campi agricoli, e che abbiamo certamente respirato. Se la situazione non fosse gravissima, verrebbe da ridere al fatto che quell'area è "d'interesse strategico nazionale" e viene sorvegliata da militari armati che risultano "in missione operativa". Come avrà fatto a prender fuoco? mah
Ma questo è solo l'incendio più eclatante. Ogni notte (a volte anche di giorno) qui, nelle nostre zone, si bruciano sistematicamente sostanze tossiche. Balle di stracci intrise di liquidi tossici, scarti di lavorazione, e ovviamente in più ci sono le sostanze diossinali che espelle l'inceneritore di Acerra.
Viene da ridere al fatto che il Comune di Acerra abbia vietato la vendita dei prodotti agricoli provenienti dal suo territorio. Quelle polveri avranno viaggiato e viaggiano ogni notte per decine di chilometri prima di posarsi a terra, e inquinano sia in superficie sia nelle falde, dove trapelano le sostanze tossiche derivate dalla combustione. Che senso ha che un singolo comune operi in questo modo?Â
NESSUNO PUÒ SENTIRSI A RIPARO, c'è bisogno di nuovi strumenti per coordinare l'azione di contrasto e monitoraggio dei territori, per fermare i roghi e le discariche abusive che aumentano ogni notte. Se abitate agli ultimi piani di un palazzo a Pomigliano, provate a fare un esperimento verso le 21:00: aprite la finestra di una stanza, uscitene e chiudete la porta. Rientrate dopo 15 minuti e respirate...cosa sentite?
Insieme a Daniela Scodellaro del Comitato fuochi, CHIEDEREMO UN INCONTRO al Comandante dei Vigili Urbani Luigi Maiello per proporre un'azione coordinata di controllo del territorio tra le varie Polizie Locali dell'hinterland. Ma ci sarebbe ben altro da fare, soprattutto a livello provinciale. E certamente non incoraggia il fatto che Luigi Cesaro, il Presidente della Provincia di Napoli, figura nelle inchieste di smaltimento illecito di rifiuti tossici.
Da Luigi
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