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Mercoledì, 22 Ottobre 2014

Ultimo Aggiornamento 01:00:00 AM EST

Pomigliano come Milano: i cittadini scappano ma il cemento aumenta.

by STAFF
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Milano ha un tasso demografico che crolla a picco e nonostante gli appartamenti sfitti e invenduti la Moratti prima e Pisapia ora consentiranno la costruzione mostruosa dell'EXPO 2015 insieme a quella di City Life: migliaia di nuovi appartamenti e posti auto. Che senso ha se cala la richiesta abitativa? Anche perchè è sempre più difficile accedere ai mutui in quanto le banche chiedono sempre maggiori garanzie. I cittadini scappano ma il cemento aumenta. Milano come Roma come Bari come Bologna come Pomigliano d'Arco. Pomigliano ha perso oltre 2000 residenti in 10 anni. Il primo trimestre del 2011 è ancora in calo, ma intanto si è deciso di costruire oltre 600 nuove unità abitative. Il grosso (circa 500) verrà dai comparti edilizi, megaparchi abitativi che saranno costruiti da aziende con disponibilità economiche a sei zeri. La vicina Acerra non ci ha insegnato nulla: negli ultimi 6 anni è stata costruita una città nella città, centinaia di appartamenti molti dei quali sfitti o invenduti e nonostante questo i prezzi non scendono. A Pomigliano ci aspetta un destino simile: le aziende che costruiranno i comparti sono tre o quattro o forse decine riconducibili sempre alle stesse. C'è il pericolo che i prezzi saranno controllati da un unico "cartello". Chiunque abbia intenzione di comprare aspetti qualche anno, magari saranno costretti ad abbassare i prezzi. Quella dei comparti è pura speculazione del partito del cemento. Ha iniziato il centro sinistra (DS, Comunisti italiani, Udeur, Verdi e Rifondazione Comunista) con il nuovo PRG del 2004 che il PDL oggi sta portando avanti. Ma in campagna elettorale il Sindaco Russo non era contrario ai comparti? Il Piano Regolatore Generale di Pomigliano è già vecchio. Non prevede neppure gli obblighi minimi di salvaguardia dell'ambiente: il doppio circuito nelle nuove costruzioni, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi e l'obbligo di usare l'acqua piovana per gli sciacquoni. Inoltre la concessione delle licenze dovrebbe essere vincolata al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (Classe C: 70 kwh al metro quadrato all'anno) prevista da un allegato energetico-ambientale al regolamento edilizio che oggi non esiste. Questi nuovi insediamenti abitativi, per niente virtuosi, satureranno il territorio cittadino. Ci ritroveremo la città invasa dal cemento, con sempre meno verde, chi vorrà comprare sarà ostaggio dei prezzi imposti dal monopolio dei costruttori e come sempre invece di guadagnarci ci avremo perso tutti, tutti tranne qualcuno.

Ultima modifica Giovedì 02 Giugno 2011 20:04

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