Cosa vogliamo?
Vogliamo gestire l’acqua in termini di responsabilità collettiva e solidale, per garantirne l’accesso a tutte e tutti e tutelarla come bene comune. Vogliamo un nuovo modello di pubblico, basato sul controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


Perché un referendum?
Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né trarne profitti.
L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo, sostenendo oggi la campagna e votando 2 SÌ quando, il 12 e 13 giugno, saremo chiamati a decidere.
È una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

     
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il braccialetto con i due nodi
In vista del referendum di primavera il Comitato referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" ha distribuito ad alcuni partecipanti dell’ultimo Festival di Sanremo il braccialetto celeste e blu dell'acqua bene comune che è diventato il nuovo simbolo della campagna referendaria. Richiedine uno anche per te ai BANCHETTI ogni domenica e inizia a spargere la voce! Per scoprire dove saremo QUESTA domenica. Partecipa all'evento su Facebook
 
 
 
i quesiti referendari
   
    il secondo quesito
“Determinazione della tariffa del servizio idrico
integrato in base all’adeguata remunerazione del
capitale investito. Abrogazione parziale di norma”


Fuori i profitti dall’acqua

Si propone l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’“adeguatezza della remunerazione
del capitale investito”.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria:
- si impedisce di fare profitti sull’acqua
- si determina una immediata riduzione della tariffa
pagata da ogni cittadino
 
  il primo quesito
“Modalità di affidamento e gestione dei servizi
pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”

Fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge
n. 133/2008, cosi come modificato dall’art.15 del
decreto 135/2009 (Decreto Ronchi) relativo alla
privatizzazione dei servizi pubblici locali, compreso
quello idrico.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione
sulle privatizzazioni imposta dal Governo e
impedire la definitiva consegna al mercato dei servizi
idrici in questo Paese.